Quando l’abito limita e non sa fare il monaco.
Quando l’occhio vuole la sua parte ma non sa da che parte rifarsi.
Quando l’arte incontra la moda e si fa accessorio.
Allora ecco che nasce un gioco: gioco di borse, gioco di specchi, gioco di pelli e di fantastiche storie italiane.

La storia, quella vera, inizia nel 1954 nel laboratorio artigianale di Roberto e Carla Braccialini. La prima grande rivoluzione, sotto il nome di “Braccialini Borse Fantasia”, è stata l’unire la pelle alla paglia in composizioni colorate, leggere e originali; novità assoluta per il mondo della pelletteria. Dal 1976 è Carla la testa e il cuore della Ditta, aiutata, dal 1980, dai figli Massimo, Riccardo e, in seguito, anche da Lorenzo. Numerose le collaborazioni a livello mondiale, prima fra tutte quella con Vivienne Westwood. Nel 2007 la griffe assume il controllo di Gherardini, storico marchio nato nel 1885. questi sono solo pochi, anzi pochissimi, riferimenti cronologici per un nome diventato leggenda…

Io ho avuto il piacere e l’onore di intervistare e parlare con Carla e Lorenzo Braccialini. Ho rivolto loro tre domande ciascuno, prima a Carla e poi a Lorenzo, cercando di conoscere aspetti e informazioni del loro marchio che non avrei potuto leggere da nessun’altra parte.

– Le vostre borse sono pezzi d’artista, come sculture di moda: come è nata l’idea di fare, ad esempio, di un taxi una borsa? Dove nasce l’ispirazione per il vostro modo giocoso ma allo stesso tempo raffinato di fare moda?
Il taxi è una conseguenza della prima borsa, tutto lo è. La prima a nascere è stata la casina e la storia è alquanto particolare. Una sera, erano le nove passate, mi trovavo in via Tornabuoni quando mi rubarono la borsa. Io mi sentii persa, come se mi avessero privato della mia casa. Fu per me un violento shock.
La mattina dopo, come una sorta di illuminazione – non mi chieda né come né perché – mi venne in mente di creare una borsa fatta a forma di casa. Era solo un mio sfizio, un gioco, con questa idea volevo quasi dire a tutti: “Guardate cosa si può fare con la pelle!”. Inizialmente non sarebbe dovuta andare né in produzione né essere presentata, ma piacque talmente tanto che decidemmo di portarla alla mostra di pelletteria che si tiene ogni sei mesi, il Mipel. E, contrariamente alle previsioni, si dovette entrare in produzione proprio con quel modello. Il semestre successivo i miei rappresentanti mi chiesero quali nuove idee avessi. Loro erano pronti a realizzarle ma questa richiesta mi colse impreparata! Ero onorata ma allo stesso tempo preoccupata, non me lo sarei mai aspettato! Da allora, ogni sei mesi, presentiamo una collezione nuova. È un impegno molto gravoso e complicato perché, per ogni nuovo semestre, dobbiamo trovare tre temi che devono essere graziosi, realizzabili, portabili e non eccessivamente cari. Ce n’è qualcuno a cui sono particolarmente legata, come la diligenza del Far West: dietro alla realizzazione di questa borsa c’è stato infatti un lungo studio e un’attenta ricerca di informazioni, documenti e ricostruzione di itinerari.
Tutto è nato come un gioco ma è diventato un lavoro serio.

– È sua l’affermazione: “Nella borsa c’è tutta la tua vita”. Cosa c’è nella sua? Come Marylin confessò di dormire indossando solo Chanel numero 5, anche lei, definita “regina delle borse”, potrebbe fare un’affermazione che diventerà leggenda…
Io, deve sapere, sono una donna molto pratica. Lo sono sempre stata. Lasciamo stare tutto quello che è ovvio: non risponderei mai il trucco, perché ne posso fare a meno, e nemmeno le chiavi perché è scontato! Posso dire che le foto dei miei figli viaggiano sempre con me, d’altronde la borsa è la mia casa e la mia casa sono loro.

– Ho letto del nuovo modello “Carla”: il nome è stato scelto in quanto la rappresenta? Come individuate i nomi per le vostre collezioni?
È stato un omaggio da parte dei miei figli che hanno deciso di chiamare così questo nuovo modello. Hanno voluto celebrarmi e io sono loro grata.
Relativamente alla scelta dei nomi per le collezioni, posso dire che anche questo lavoro, che potrebbe sembrare semplice, sta diventando sempre più complicato.
Braccialini ha sessant’anni e lei può solo immaginare la fatica di trovare ogni volta nomi diversi. Ci siamo ispirati alle piante, ai nomi di donna, alle stelle, alle nazioni, solo per fare alcuni esempi…
Per la prossima estate le anticipo due dei tre temi scelti: il camaleonte e il colibrì. L’intera collezinone è giocata su colori pastello, delicati ma vivaci; tornano in molte borse i temi principale del fiore e del colibrì e i nomi scelti per i vari modelli si rifanno all’all’ornitologia (come cardellino, pavone, pettirosso, rondine, gabbiano, fenicottero…). Per la linea “Tua” (nata nel 1990 per rivolgerci a un pubblico più giovane) abbiamo scelto di riprendere le immagini di cartoline, locandine dall’Ottocento in poi, alcune molto particolari come le reclame del tè, dello champagne, della corsa automobilistica di Monaco.
È sempre Carla a cui tutti fanno riferimento per qualsiasi decisione, come, ad esempio, scegliere i nomi delle borse. Risponde con immediatezza, quasi senza esitazione, ascolta il suono delle sue idee e secondo una particolare eufonia, risponde chiara. Rivela: “Elizabeth e non Elisabetta, perché è più leggero”.
Sorride poi quando le faccio notare che tra tutti i nomi di borse però manca il mio…

Se grazie a Carla Braccialini ho scoperto le curiosità del marchio che, insieme a Gherardini, ha fatto la storia della moda italiana, è Lorenzo Braccialini, marketing manager, a rivelarmi tante novità e tanti progetti.

– Voi avete fatto della borsa un’opera d’arte ma il vostro rapporto con l’arte non si ferma qui. Dopo il celebre “Re-thinking Monnalisa” e la “Pretiosa di Leonardo da Vinci”, realizzati attraverso il “Progetto Archivio” con Gherardini, quali altre novità si prospettano legate a questa più diretta unione di arte e moda?
Nascerà il Museo Gherardini-Braccialini. I due marchi saranno insieme in un unico spazio diviso in due sezioni. Quella Gherardini sarà molto più nutrita, essendo infatti il marchio che ha una storia più lunga, mentre quella Braccialini si limiterà a cento/centocinquanta pezzi. Sarà uno spazio aperto al pubblico dove sarà possibile acquistare anche libri e pubblicazioni legati alla storia dei due marchi e della moda (come “Braccialini 50 anni… di idee”, Baldini Castoldi Dalai editore) così che il visitatore possa portare con sé un ricordo della storia della borsa. Lo spazio seguirà gli orari dell’outlet e sarà continuamente in evoluzione. La prima parte del lavoro consiste nell’archiviare tutti i pezzi, selezionarli, catalogarli e infine esporli.
L’apertura è prevista per giugno 2014, durante Pitti Immagine, ed è nostra intenzione organizzare l’inaugurazione proprio internamente alla manifestazione fiorentina. L’obbiettivo è poi quello di metterlo in collegamento con i musei di impresa. Questo stesso sarà un museo di impresa. La nostra attenzione poi è rivolta al mondo telematico, con l’intento di digitalizzare il museo Gherardini-Braccialini dotandolo di un presidio web.
Sarà un museo con una propria vita autonoma e fisica e avrà poi la sua realtà digitale che permetterà di essere collegato a importanti Paesi europei e ai loro musei, come il Museo della Borse di Amesterdam, che già espone nostri modelli.

– Voi partite dalla Toscana e conquistate il mondo. Quali mercati considerate essere più importanti in questo momento?
A livello commerciale, il marchio Braccialini è in circa sessanta paesi nel mondo. I mercati principali infatti sono l’Italia, la Russia e la Cina. Gherardini invece è principalmente concentrato sul Giappone e sull’Italia ma si sta aprendo un’interessante spiraglio in Messico.

– Come festeggerete i sessant’anni del marchio? E quali sono i prossimi progetti?
In occasione del sessantesimo anniversario di Braccialini pubblicheremo un nuovo libro, che, nel mese di giugno, sarà edito da Giunti. Sarà estremamente diverso da quello realizzato per i cinquant’anni del marchio, incentrato su un racconto molto didascalico della nostra storia sin dagli esordi. Il libro che invece uscirà quest’estate sarà molto più “ART” e molto più contemporeaneo: racconterà in modo molto visuale gli ultimi anni del nostro marchio e lo farà presentando anche i temi della collezione “Tua”, che nella scorsa pubblicazione erano solo stai accennati. Il libro sarà messo in vendita nei negozi ma anche nel museo Gherardini-Braccialini.
Questa sarà così l’occasione per fare una pubblicazione davvero speciale!
Abbiamo creato poi un nuovo logo per festeggiare il nostro marchio, “60th Celebrating Anniversary”, che verrà inserito in tutta la nostra prossima collezione, su tutti i lay out, dalle targhette al sito web.

Braccialini - Gherardini

Nel nostro calendario poi sono previsti altri importanti eventi come l’inaugurazione di una nuova boutique Braccialini a Firenze il 7 marzo in via Vacchereccia.
Il 21 febbraio a Milano sarà la volta di Gherardini e del nuovo negozio in via della Spiga, proprio durante durante la settimana della moda femminile. A marzo ci sarà poi una particolare installazione, di cui però ancora è presto per parlare e per rivelare tutti i dettagli… Mentre ad aprile, a Shanghai realizzeremo una sfilata con la nostra collezione Braccialini.

C’è chi nella borsa ha trovato la “kryptonite”.
Chi, come Dante, in una borsa gialla ha visto azzurro.
Chi, come Ben Jonson, è convinto che una borsa pesante faccia il cuore leggero.
E chi, come Karl Kraus, rivela un dolce segreto: La bourse est la vie.

Questa è la letteratura che incontra la moda.
Questo è Braccialini, con le sue borse che si possono raccontare: C’era una volta una “casina”…

 #quandolamodaèarte #labellezzadellastoriaitaliana

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Braccialini - Gherardini

Special thanks to: Carla, Lorenzo e Riccardo Braccialini

AMOlink:

http://www.braccialini.it/ita/it-it
http://www.gherardini.it
http://www.youtube.com/user/braccialinisrl

I was wearing: violet fake fur + taiwanese jacket + shirt: Replay + trousers: Alberta Tanzini + shoes: Jeffrey Campbell + bag: Braccialini