L’ideale viaggio a Parigi: “Non c’ero, ma se c’ero sognavo”.

Fisicamente risale a qualche anno fa l’ultima volta che ho visitato e visto questa città. Col pensiero però ci sono tornata nuovamente, pochi giorni fa per l’esattezza: ho chiesto a un mio inviato speciale di portarmi notizie, informazioni e tante news che io, filtrando, ho deciso di riferire a voi.
Parigi si prepara a inaugurare una serie di importanti esposizioni, Les Expositions Phares, definite le “mostre faro” che si presentano come creatrici di una nuova pagina della storia dell’arte. I nomi sono: Koons, Buren, Oppenheim, Niki de Saint Phalle, Van Gogh, de Staël, Henri Cartier Bresson, Mapplethorpe e i Kabakov.

Martial Raysse, l’insolent pasticher, sarà presente, a partire da questa primavera, al Centre Pompidou. Saranno esposte più di 200 opere ma la serie che più (mi) colpisce è quella dei “Made in Japan”, attraverso la quale l’artista si appropria delle celebri icone della storia dell’arte. Opponendosi alle convenzioni tradizionali, l’effetto a cui Martial Raysse arriva è très kitsch. Le perle in plastica rappresentano perfettamente l’insolente ironia che domina nelle sue opere.

Made in Japan, La grande Odalisque, 1964

Attualmente in mostra, sono presenti Gli oggetti secondo il Surrealismo: un’esposizione che attraversa l’evoluzione del movimento e della sua storia in relazione al rapporto con l’oggetto.

Così è possibile vedere Duchamp, Man Ray, Dalì e molti altri artisti…

Gli oggetti secondo il Surrealismo


Le Surréalisme et l’objet – du 30 octobre 2013… di centrepompidou

Contrapposto all’architettura del Beaubourg, una grande macchina anticlassica e totalmente volta al moderno, il Palais Royal di Parigi, nella sua linearità di gusto classico, si rivela essere, in tutta la sua grandezza, centro nevralgico dell’arte parigina. Ospita mostre dalle più diverse e varie caratteristiche: dal cubismo di Braque ai gioielli di Cartier. C’è talmente tanto “traffico” e tanta calca che è impossibile ritagliarsi piccoli spazi per sé. L’oggetto più curioso tra tutti i regali gioielli della collezione Cartier è sicuramente la “Spada Accademica” di Jean Cocteau. Realizzata con materiali pregiatissimi (oro giallo, argento, smeraldo, rubini, diamanti, avorio, onice, smalto blu), la lama in acciaio è caratterizzata dal profilo di Orfeo, il cui mito ossessionò il poeta, che forma il braccio dell’elsa; mentre la lira in avorio, ornata da uno smeraldo di 2,84 carati e da due rubini, costituisce il pomolo.

“Spada Accademica” di Jean Cocteau

Sembrerebbe quasi una metafora: i pezzi del cubismo che nascono, vivono da opere rivoluzionarie, si riuniscono e muoiono ricomposti in forma luminosa di gioielli e opere da indossare.

È la metropolitana parigina che offre la più originale sorpresa: scoprire un museo sotterrano, un giardino “all’aria chiusa”. GREEN SPACE – le jardin souterrain tratta proprio il tema della rappresentazione dello spazio, verde, e lo fa provocatoriamente, scegliendo come ambiente espositivo proprio il sottosuolo, il mondo delle macchine senza luce solare.

Magico poi trovarsi a Parigi in quello che potrei definire un meraviglioso triangolo dell’arte (e della moda): Museo Galliera, Museo d’Arte Moderna e Palais de Tokyo, così vicini eppure così lontani.
La MAM presenta il celebre e artistico Stilista, con la “S” maiuscola, Alaïa accanto al Pittore francese, con la “P” maiuscola, Matisse. Incontro armonico, come una “Danza”, ça va sans dire…
Dicono “nuovo”, dicono “strano”, dicono “genio”: sto parlando dell’artista rivelazione dell’Oriente, Zeng Fanzhi. Questi passa dall’esasperazione della tradizione all’esplosione del POP come in gioco in cui si dimostra sempre essere il vincitore.

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Il Palais de Tokyo mostra poi la novità, totale, arrivando anche oltre: la tecnologia, il multimediale, i new media si fanno art-azione. La natura si libera del suo ambiente, del suo spazio e della sua stabilità diventando anch’essa, privata di radici, spettacolo della modernità.

Palays de Tokyo

Il quarto polo, parigino e non solo, è rappresentato dalla Gare d’Orsay. Interessante e intrigante la sua celebrazione della figura maschile nell’arte, Masculine/Masculine: questo è il titolo della mostra a cui ho fatto e a cui dover far riferimento. L’obbiettivo è di riscoprire il modello maschile nell’arte attraverso uno studio anche sociologico e psicologico. Perché il nudo femminile veniva regolarmente esposto, mentre quello maschile non aveva lo stesso trattamento. Questa affermazione può trovare, e sicuramente trova, pareri discordanti, penso ad esempio a certe esclusioni dai Salon...
La culla dell’Impressionismo si presta così alla riscoperta della figura maschile nell’arte, al modello nella sua purezza consacrato all’eternità.
Dopo il Masculine, come se volessi seguire una linea tematica ben prestabilita (ma non è così), arriviamo ai Désirs et Volupté. La mostra è allestita al Musée Jacquemart-André e presenta come tema centrale il fantastico dei Preraffaelliti. È l’atmosfera di sogno a dominare in un tempo lontano dallo stesso tempo. È il ritorno della cultura classica nell’Epoca Vittoriana che lascia spazio a drappeggi, a nudi, corpi, fiori, musiche per gli occhi.

È il mondo della rêverie

Désirs et Volupté

Désirs et Volupté

Désirs et Volupté

Ho deciso di avventurarmi in difficili previsioni, assolutamente non meteo… Parigi tra poco ospiterà la settimana della moda, così, oltre al suo abito di Maestra d’Arte si imporrà nuovamente a livello mondiale col suo gusto di Maestra di Stile. Ho sfogliato un gran numero di riviste, giornali e quotidiani alla ricerca di interessanti news, magari da servirvi su un bel piatto d’argento. Bene, sapete cosa è successo? Ho mantenuto solo l’argento, o meglio l’oro.
Più sfogliavo e più venivo catturata da dettagli oro, accessori argento, borse effetto metallico… “non basta Cartier per poter brillare”: avranno pensato i parigini…
La donna si fa rarità e anche esteriormente (e materialmente) si rende tale. L’aurea non è più aureola ma è jeans, lo sguardo non è più di ghiaccio ma è l’ombretto. La donna è forte, si veste d’acciaio, appare indipendente e libera (un po’ come la Tour Eiffel!).
Sono le donne senza diamanti che brillano di luce propria, sempre “material girl” ma meno rosa e molto più rock!

 Paris

Paris

Paris

Paris

Paris

#SOGNID’ORO
#SOGNID’ARTISTA

AMO link:
http://www.palaisgalliera.paris.fr
http://www.mam.paris.fr/fr/expositions
http://www.musee-orsay.fr