Il Disegno è segreto.

L’Omaggio è espresso ed espressione.

La Classe di Pittura ha deciso di celebrare i 450 anni della fondazione dell’Accademia delle Arti del Disegno e dalla morte di Michelangelo con una mostra d’eccezione.

14 i maestri del nostro tempo che dedicano le loro opere al Maestro del Rinascimento: Roberto Barni, Carlo Bertocci, Adriano Bimbi, Umberto, Buscioni, Gianni Cacciarini, Raul Dominguez, Luigi Doni, Roberto Giovannelli, Andrea Granchi, Riccardo Guarneri, Rodolfo Meli, Vairo Monogatti, Renato Ranaldi, Vittorio Tolu.

Ognuno di noi – dice Andrea Granchi, presidente della Classe di Pittura – ha dunque dovuto compiere uno scavo, ha di nuovo dovuto riflettere sui fondamenti del proprio fare ritrovando sotto la pelle dello stile, dell’identità, della riconoscibilità quel fattore fondante che è il segno, quell’elemento chiave che sta inevitabilmente o inesorabilmente, alla base dell’accensione e della vitalità di ogni idea, di ogni concetto, di ogni forma”.

Il segno svela tanto, ma non tutto.
Il resto? Resta silente, il mistero dell’arte lo deve svelare.

È nata una mostra tesa a celebrare l’insostenibile grandezza del tratto artistico, del tocco, del genio. L’ispirazione sta proprio nella “sigla” e nel “segreto di Michelangelo”, come rivela Luigi Zangheri, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, la prima del genere al mondo, fondata da Giorgio Vasari nel 1563.

Il “Maestro e Padre delle tre Arti” ha sempre teso al massimo grado di perfezione, superandola, vincendo così la materia e il tempo. Il marmo l’ha reso immortale, il segno, nascosto dietro alla sua Arte, l’ha reso divino. I 14 artisti riescono in un dialogo di sguardi, attenti, tra di loro, tra le loro opere e la stessa aurea del Maestro. In mostra, infatti, sono presenti immagini michelangiolesche (prestate dalla Casa Buonarroti) che si rivelano senza però svelarsi del tutto.

E così Roberto Barni lascia parlare i suoi “Disegni”: eleganti figure geometricamente vestite. Aprono le loro braccia, si aprono al mondo. Sono raffinate statuette su carta, delizia per gli occhi. Carlo Bertocci raggiunge invece il suo “Traguardo” , il nostro, quello dell’arte: nasconde dietro al segno i magnifici significati delle sue simbologie, ed è come una danza naturale, “La danza delle chiocciole” appunto.

Il segno di Bimbi si fa segnale, accompagna lontano, dove non si può andare. Attento alle ombre più che alla figura umana: è la desolazione, è il segno puro, isolato, forse anche malinconico. Buscioni invece separa corpi di opere creando puzzle mai banali, la “Visitazione” riscopre il suo caos, quello di una visita mai avvenuta o forse e più semplicemente che non doveva andare com’è andata…

È la natura che cattura il tratto di Gianni Cacciarini: giardini, piante, cieli si incontrano in un bianco e nero senza tempo. La tecnica è l’acquaforte, i tratti infatti colpiscono, ammaliano.

Dominguez saluta Michelangelo con ricordi di luce e luci. I suoi sono “Senza titolo” eppure parlano benissimo. Attento al digitale e allo strumento che digita, la mano, attento a ricreare effetti di bianco e nero con l’uso del colore, vivace.

Luigi Doni fa musica. La “fa”, come la nota, la “fa”, come creatore e direttore. Lo spettacolo dell’arte, eterna sinfonia. Bisogna solo saper ascoltare…

Roberto Giovannelli spolvera i suoi “Pensieri” volgendoli verso nuovi “Orizzonti”: le sue opere parlano da sole, comunicano il continuo divenire dello stesso lavoro artistico: stabili panta rei di terracotta, vivi come la terra viva.

Il viaggiatore di Andrea Granchi, ancora, non ha trovato riposo. Linee precise accompagnano “Destini” disordinati e si scopre l’uomo piccolo, pensante, di profilo. Si scopre? Ma ne siamo davvero sicuri?

Guarneri già nei suoi titoli lo dichiara, sono “Omaggi a Michelangelo” e le attente forme su carta lo confermano. Sono traslazioni sul piano d’artista, citazioni semplificate nella precisione della forma. Unico “ghiribizzo” è il colore, consapevole forse del fatto che Michelangelo avrebbe gradito…

Meli riflette su Masaccio e sulla “difesa armata” dei sogni.

Ranaldi ci parla di “Bellezza”: esiste forse un segreto più grande? È un’arte che vede lontano, che sa guardar “Fuori” e che insegna a lasciarsi andare verso l’Infinito, consapevoli della dolcezza del naufragar.

In Mongatti c’è il romanticismo del simbolismo e l’intimismo delle piccole cose di grande affezione.

Il “Globo sapiens” di Vittorio Tolu è veramente globo, è veramente terra, è veramente matrice. L’origine del mondo, dei suoi segni, dei suoi simboli, dei suoi suoni, dei suoi archetipi… scoppia l’opera pur rimanendo intatta.

Si celebra così l’Accademia, insieme all’Arte e Michelangelo, insieme a Firenze. La città rimane sullo sfondo ma ne è la vera protagonista: viverla come si vivono infiniti mondi, molti ancora segreti.

Questa mostra si rivela essere, secondo me, una chiave. È la chiave di lettura, la chiave che apre le porte, la chiave dei pensieri, dei desideri più reconditi. Offre punti di vista e visioni del mondo, le disegna, le segna e le affronta.

Grida forte l’Arte della Classe di Pittura.

#artemaestradivita #artyousoon

Il disegno segreto, omaggio a Michelangelo

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Roberto Barni

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Il disegno segreto, omaggio a MichelangeloRidimensionata-0001

Il disegno segreto, omaggio a Michelangelo

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Info:

Disegno segreto
Omaggio a Michelangelo

fino al 4 gennaio era esposta nella Sala Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno,Firenze
Dall’8 febbraio all’8 marzo sarà esposta nello Spazio d’arte Alberto Moretti / Schema Polis del Comune di Carmignano

Catalogo: Collana AADFI, Edizioni Polistampa, con testi di Luigi Zangheri, Andrea Granchi, Eugenio Giani, Pina Ragionieri e degli artisti presenti, a cura di Roberto Giovannelli, con introduzione di Alessandro Vezzosi.

 

AMO links:
www.aadfi.it
http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=165226
http://www.arte.it/calendario-arte/firenze/mostra-disegno-segreto-omaggio-a-michelangelo-5922
http://www.comune.carmignano.po.it/canali/?act=i&fid=3489&id=20140204102244053