Alive. L’arte vive.
Animata. Fa animare.
È una giostra d’arte, caleidoscopio per gli occhi.
40 proiettori, più di 3000 immagini, 1 artista, 1 grande artista.
La Fabbrica del Vapore regala l’emozione del multimediale raccontando Vincent Van Gogh e la sua opera dal 1880 al 1890. 

In un mondo in cui la realtà più importante sembra essere, ormai, quella virtuale e dove persino la natura è conosciuta attraverso lo schermo, anche l’opera d’arte viene vista attraverso schermi dinamici.

Anche l’arte si fa social.

Nasce un nuovo modo di fare e fruire arte. Nasce una nuova museo-logia, una nuova logica della casa delle Muse. Non sono più le opere ad essere spostate temporaneamente in un luogo che diventa la loro casa, punto di incontro raggiungibile dallo sguardo dello spettatore; ma è proprio quella casa ad essere creata ad hoc per venire incontro all’occhio dell’osservatore, alle sue esigenze, superando virtualmente i limiti di spazio e tempo.

1 genio, 2 mani, 1 orecchio, 1 mente e 1 anima in continua evoluzione.
In-stabile.
2000 opere, 930 dipinti, 1100 disegni e schizzi. 

I numeri però non sono mai sufficienti a racchiudere una vita.
Lasciamoli alla matematica, avviciniamoci alla magia. 

L’esperienza: sono movimenti. Movimenti accompagnati da musica e musiche magistralmente scelte: si inizia con Händel passando per Schubert e Delibes e si termina con Benjamin Godard.
Sono momenti che accompagnano il racconto della vita di Vincent Van Gogh.

Niente è lasciato alla parola, come se il fiato umano potesse sporcare.
Non si parla, si tace. Si ascolta, si vede.
Si vive.
Alive. 

Circondati. Appagati. Gli spettatori vagano assorti e avvolti dalla scenografia colossale delle pareti, mai bianche. Anche il pavimento racconta e accompagna…

Ecco la nuova casa delle Muse, appunto.

Così, facilmente ci si avvicina all’arte, all’opera. Nessun freno alla mano, nessun limite all’occhio. Tutto corre veloce, sui binari dell’immagine ingigantita.
Così, facilmente i bambini restano colpiti e si avvicinano o si avvicineranno all’arte. Dallo stupore e dalla meraviglia nasce la ricerca, il desiderio, la bella curiosità che va educata e indirizzata. 

L’esperienza: primi gli autoritratti, poi l’Olanda, Parigi, Arles, Saint-Rèmy e Auvers.
Vedo: I mangiatori di patate, Prugno in fiore (dopo Hiroshige), La camera di Vincent ad Arles, Notte Stellata, Campo di grano con volo di corvi… 

L’arte come medium per l’espressione di sé.
A che sarei utile, a che potrei servire? C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è?
In-quietudine, colori cupi, colori caldi, giapponismo, pazzia, sollievo lieve, speranza nel cielo della Notte, morte nei campi di grano.
Le emozioni si uniscono ai colori. Si mischiano. È materia. Tutt’uno.

Cambi di luce. Cambi di tono, di note. Di notte e di nature.
Cambi d’abiti e d’ambienti.
Cambi di luoghi, paesi, città.
Ci piacciono gli esperimenti itineranti.
Sempre ON LINE, sempre ALIVE.

E così l’esperienza dell’arte comincia, ma qui non finisce…

#naturaarteemoda

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

Van Gogh Alive & FLAGE

 

I was wearing: total looks: FLAGE + shoes: Jeffrey Campbell

Credits: photo: Simone Lorusso

 

INFO:

prorogata fino al 16 marzo

Van Gogh Alive – the experience

mostra ideata e prodotta da Grande Exhibition of Australia.

AMO links:
http://www.fdvlab.org
http://www.vangoghalive.it/mostra-van-gogh-alive-milano/
http://grandeexhibitions.com
http://iloveflage.com/index.html

Special thanks to: FLAGE, Alberto Grossetti, Aretè showroom