Bernardino Luini tra Leonardo e Raffaello,
Luini, il Raffaello della Lombardia,
due possibili titoli per la nuova mostra a Palazzo Reale su Bernardino Luini.
Quale è stato il preferito?

Bernardino Luini e i suoi figli:
questo il titolo scelto.
I due curatori, Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, hanno optato per la strada più difficile. Hanno voluto mostrare questo grande protagonista del Rinascimento italiano (lombardo soprattutto) attraverso la sua intensa “vita di relazione”, attraverso i suoi figli biologici e artistici.

Il titolo è spia di un’apparente genealogia e mostra l’ispirazione da Rocco e i suoi fratelli e da Mutter Courage und ihre Kinder.

È la saga familiare dell’arte che vuole rivelare il cuore del Rinascimento italiano dalla A alla Z, “dallo zenit al nadir”.

I prestiti ricevuti sono molteplici: dalle raccolte milanesi come la Pinacoteca di Brera, l’Ambrosiana, il Poldi Pezzoli e il Castello Sforzesco, dalle raccolte europee come il Louvre e il Jacquemart-André di Parigi, l’Albertina di Vienna e il Szépmüvészeti Múzeum di Budapest e da raccolte americane come i musei di Houston e Washington.

La mostra è ospitata nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale e nella sala delle Cariatidi. «Quello spazio era drammaturgicamente adatto a segnare la discontinuità di generazione tra Bernardino Luini e i suoi figli», affermano i curatori della mostra.

Difficile non rimanere senza parole per la maestosa bellezza di opere e stanze, del contenitore e del contenuto.
Difficile, impossibile.

Il locus è amoenus, e si fa specchio dell’arte che ospita.
Arte di “calibrata eleganza e compostezza”, come già l’ha definita Pietro C. Marani.

L’occhio del curatore, l’occhio dell’architetto, l’occhio dello storico d’arte hanno voluto trattare l’artista come se Bernardino Luini fosse un pittore contemporaneo, nella speranza che anche l’occhio del visitatore possa comprendere il loro orientamento.

Bernardino Scapi, detto Luini, era nato a Dumenza intorno al 1480. Ma la sua arte ha radici più profonde.
La formazione fu nel solco della tradizione lombarda e Vincenzo Foppa fu la sua bussola, il suo riferimento.
Infatti, la mostra di Palazzo Reale si apre proprio con la Madonna con il bambino di questo patriarca della pittura lombarda.

Vincenzo Foppa

Ed è poi una Madonna con bambino dello stesso Luini a documentare il suo esordio milanese.
È l’inizio, la prima delle dodici fasi e dei dodici momenti della sua vita: “gli anni di vagabondaggio” del periodo veneto a seguito della morte del padre; il “ritorno a Milano”; la villa di Girolamo Rabia, “La Pelucca”, in cui realizza decorazioni a tema sacro e profano; le “occasioni di Bernardino” a fianco di Bernardo Zenale; la nascita di un personale stile definito e definitivo con “l’invenzione di una formula”; i rapporti con la Chiesa di “Santa Marta”; l’abilità di Luini come grande ritrattista nei “Volti”; “Dopo Roma” e le conseguenze di una tarda scoperta dell’Urbe; “Invecchiare con successo” tra grandi commissioni pubbliche e ispirazioni leonardesche; la “casa degli Atellani” e le effigi dei duchi di Milano; “Una complicata eredità” e l’arte di Aurelio Luini, il figlio più brillante di Bernardino (morto nel 1532).

Bernardino Luini e i suoi figli

Vasari, nella prima edizione delle Vite (1550), a proposito degli affreschi di Saronno, scrive di Bernardino come di un pittore «delicatissimo, vago et onesto nelle figure sue [che] valse ancora nel fare ad olio così bene come a fresco, e fu persona molto cortese e servente de l’arte sua; per il che giustamente se li convengono quelle lodi che merita qualunche artefice che, con l’ornamento della cortesia, fa così risplendere l’opere della vita sua come quelle della arte».

Artista che non si può definire leonardesco in senso stretto – conoscerà infatti Leonardo da adulto –, dovrà fare soprattutto i conti con Raffaello e la sacralità delle sue Madonne. Infatti, «mette a punto una formula estremamente suadente e felice per l’immagine sacra e in particolare per le Madonne con il bambino che gli garantisce un enorme successo nella sua epoca e negli anni a venire».

L’ordine cronologico si accompagna all’ordine spaziale. Più di 200 opere che mostrano il tempo e i luoghi di un maestro rinascimentale.

Un tempo c’era Leonardo, poi venne Bernardino Luini e condizionò l’arte dopo di lui.

Più degli altri seguaci di Leonardo, godette di fama sempre crescente che culminò nell’Ottocento, come dimostra l’ammirazione di Stendhal quando, nel 1828, raccomandava di visitare proprio gli affreschi di Saronno per dire “addio alla bella pittura d’Italia“.

Nodo, snodo, punto di incontro.

La prima notizia della Madonna con il bambino conosciuta come del Roseto risale al 1824 e all’acquisizione del quadro da parte dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. Figura di “dolce nobiltà”, è una delle opere più celebri del maestro. Il bambino rivolge il suo sguardo allo spettatore e gli indica il vaso color grigio dove è collocata un’aquilegia, fiore simbolo anche nelle opere di Leonardo (come non notare l’ispirazione leonardesca nell’intero dipinto?).

Bernardino Luini e i suoi figli

La Susanna e i vecchioni, insieme al capolavoro della Salomé, è uno dei “miracoli del Luini”, afferma Giuseppe Moneri, e io concordo con lui.
La sacralità della bellezza e del corpo femminile anticipa la visione della scena biblica e rivela una “radice leonardesca ancora più scoperta”, secondo Maria Teresa Fiorio.
Opera erotica, mostra l’epidermide della giovane, e il suo soggetto è caratterizzato, secondo Lomazzo, da una “apparenza lasciva”. 

E la Scapiliata di Leonardo dialoga sia con la Susanna di Isola Bella, che con la Salomé degli Uffizi e col Ritratto di dama di Washington.

La Donna nuda distesa di Luini è, a mio avviso, il soggetto più moderno nel rivoluzionario mondo di sguardi del maestro. La figura femminile è nuda e distesa al sole. Ma non solo questo. Il paesaggio e il suo sguardo volto altrove raccontano, parlano. Evocano Veneri, rimandano a Giorgione, Tiziano, Lotto e Palma il Vecchio.

E ricorda Manet

La posa è statica, come immobile è la città sullo sfondo. Tutto è chiaro, dalla luce al dettaglio. Mascolina ed elegante, si scopre come l’arte del suo autore si rivela.

Bernardino Luini e i suoi figli

Un’artistica coincidenza nel rapporto con Leonardo e col rapitore della Gioconda: Bernardino Luini e Vincenzo Peruggia condividono la stessa città di nascita.

I tempi sono diversi e lontani, ma l’arte di Luini attraversa cinque secoli e incanta nel tempo presente.

#laprimaveramilanese #followtheartgirl

 Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

Bernardino Luini e i suoi figli

I was wearing:

dress: Vicolo from Merry Go Round (http://www.merrygoroundmi.it/merrygoroundmi.it/HOME.html )
shoes: Jeffrey Campbell

Special thank to Cristina Doneddu

INFO:
Bernardino Luini e i suoi figli
10 aprile – 13 luglio 2014
Palazzo Reale

A cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

Progetto promosso da Comune di Milano – Cultura

Organizzato da Palazzo Reale, Università degli Studi di Milano, Soèrintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali, Pinacoteca Ambrosiana.

Prodotta insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 e Arthemisia Group

AMO links:
http://www.mostraluini.it
https://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/portale/palreale.nsf/index.htm?readForm&settore=MCOI-66DHPH_HP