Creativi si nasce, fotografi e artisti si diventa.
Natura si nasce, ritratto si diventa.
Perché nel mondo tutto il mondo diventa…
Costantemente, continuamente, tutto evolve, cambia e muta.
Così come i fiori, così come le nature (morte), così come gli uomini, così come tutto è vanitas. 

Leonardo Maniscalchi nasce come fotografo di moda e pubblicità, ma ha portato avanti, sin da giovanissimo, la carriera di artista, partecipando nel 1985 alla mostra collettiva insieme ai grandi Maestri del ‘900 a Fiesole, presso la Palazzina Mangani, curata da G. Allegri della Galleria La Bezuga Firenze e intitolata ‘Capo d’opera’, con la presentazione di Achille Bonito Oliva. Studia e la sua fotografia si evolve; diventa un artista concettuale, sia per le tecniche acquisite, che per le sue sperimentazioni. E così passa da Firenze e Milano a Los Angeles e Madrid, dalle copertine di Vogue e Max agli editoriali per Versace e Jean Paul Gautier, da fondare scuole di fotografia (“Click up” nel 1989) a decidere di dedicarsi totalmente alla fotografia artistica.

Firenze, Galleria Antichità Via dei Fossi: qui si colloca la sua nuova e ultima esposizione, Ritratti dalla natura. Fiori, nature morte e vanitas. Una mostra inaugurata il 17 giugno 2014, in concomitanza con Pitti Immagine, e comprendente i lavori più importanti del fotografo-artista dai suoi esordi a oggi.

Messaggio della rosa mistica: il titolo dell’ultimo lavoro, che un po’ riguarda anche me.

Per fare il ritratto a un artista che si occupa anche di ritratti, e di ritratti dalla natura, trovo che raccontare il dietro le quinte di un suo lavoro sia il modo più originale per parlare della sua arte.

Ho conosciuto Leonardo Maniscalchi improvvisamente, potrei dire così. Era alla ricerca di un eburneo volto tra “il Rinascimento e il Futurismo”, per un’opera che doveva chiudere la sua indagine artistica.

Così, semplicemente, ho avuto il piacere di posare per lui.

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È stato un incontro magico, lo ammetto. Un’esperienza particolare. Si sentiva la professionalità di un fotografo di moda e l’attenzione di un artista della luce. Cercava la posa perfetta, ma osservava che la mano fosse al giusto punto di chiusura. Mi raccontava cosa dovevo vedere, sentire, provare. Ho anche pianto, lo confesso. 

Dietro le quinte, Leonardo Maniscalchi & Eloisa Reverie Vezzosi

Cercare i volti nella natura: questa è la giusta interpretazione dei suoi still life. Non chiamateli e non traduceteli semplicemente nature morte: sono nature vive, sono molto di più. Non si tratta di ritratti della natura ma dalla natura, di parole, di emozioni, volti e sensazioni dalla natura. Anche il corpo femminile si fa ritratto naturale in una cornice di prospettiva e geometrie. La donna è come una rosa, nella fotografia di Maniscalchi, così come nella più celebre tradizione letteraria.

È la fotografia pittorica che cattura l’attenzione dell’occhio umano distratto.
È il tocco che supera lo scatto e si fa vanitas.
È Leonardo Maniscalchi, l’artista che ricerca la bellezza del mondo nel suo continuo divenire.

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus (Umberto Eco, Il nome della rosa).

#messaggiodellarosamistica #followtheartgirl

Dietro le quinte, Leonardo Maniscalchi & Eloisa Reverie Vezzosi

I was wearing:
top: Dixie + skirt and shoes: Zara
shirt: Zara + leggins: Alberta Tanzini + shoes: Vic Matié

Credits:
Photo: Leonardo Maniscalchi
Photo dietro le quinte: A&A
Spacial thanks to Gabriela Sebaljova

AMOlink:
http://www.leonardomaniscalchi.com