Ars Aevi è l’arte del tempo, il nostro tempo.
Ars Aevi è lo spirito del tempo, il nostro zeitgeist.
Si ma, qual è il nostro tempo e qual è la sua arte? Come, dove, chi, quando, perché?

ARS AEVI IN PROGRESS è il tema e il titolo della mostra che il Museo Pecci di Milano ospiterà fino al 13 settembre 2014. Ma il progetto del work in progress nasce vent’anni fa…

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

«L’Ars Aevi di Sarajevo sarà il più importante museo d’arte contemporanea dell’Europa sud-orientale», queste le parole che la storia dell’arte sente ripetere da ormai venti anni.
Vent’anni esatti dall’avvio dell’intero progetto «inteso quale emblema universale di una ricostruzione culturale e di una convivenza pacifica delle differenze veicolate dall’arte contemporanea».
Tutto ebbe inizio durante l’assedio di Sarajevo. In un clima di guerra e devastazione, un gruppo di intellettuali costruì “un’utopia”: chiedere ai più importanti artisti contemporanei di donare una propria opera col fine di creare lArs Aevi.

Dalla guerra, nasce morte, nasce pace, nasce arte.

Sotto la guida di Enver Hadziomerspahic, il progetto è cominciato a Milano nel 1994 presso il Centro d’arte contemporanea, “Spazio Umano“, diretto da Enrico Comi. Spostato poi in Toscana, nel 1996 è stato accolto dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e dal direttore Bruno Corà, il primo museo ad organizzare una collettiva di celebri artisti internazionali invitati a donare opere per Sarajevo. «Gli artisti – scriveva Corà, ideatore dell’anagramma ARS AEVI 2000 offrono il segno diretto di una loro libertà in pieno esercizio, non schierata, non servile, non retorica. Una libertà semplice, esercitata con premura verso l’uomo offrendosi come specchio per un’immagine a volte drammatica, a volte piena di promesse redentrici».

L’Italia è stata la terra adottiva dell’Ars Aevi e lo Stato che più entusiasticamente ha sostenuto quella che, inizialmente, sembrava un’artistica utopia. «Dobbiamo molto al vostro paese, vi considero i salvatori dell’arte», affermò in un’intervista di tre anni fa lo stesso Enver Hadziomerspahic.

Il primo artista ad aderire e donare la sua opera è stato Michelangelo Pistoletto con “La porta dello specchio”. Il primo di 161 nomi celebri, insieme a: Jannis Kounellis, Nan Goldin, Marina Abramović, Anish Kapoor, Hidetoshi Nagasawa, Tony Cragg, solo per fare alcuni esempi.

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

Le prime città furono Milano e Prato, seguite da mostre alla Moderna Galeria di Lubiana nel 1996, alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia nel 1997, al Museo Stiftung Ludwig di Vienna nel 1998, e da progetti a Sarajevo dal 1999, all’ICC di Bolognano dal 1999 al 2003, al BM Contemporary Art Centre di Istanbul nel 2007, al CAC Montenegro di Podgorica nel 2012, alla Biennale di Venezia nel 2003 e 2013.

La sede perfetta per la collezione dell’Ars Aevi è stata progettata da Renzo Piano, e per il momento tutto è rimasto sulla carta. Già nel 1999, innamoratosi dell’idea di un grande museo a Sarajevo, l’architetto genovese aveva esclamato: «l’Ars Aevi è un’opera impressionante della volontà collettiva internazionale». Nel 2000 ha presentato gli schizzi preliminari, nel 2002 ha finanziato con una donazione la costruzione di un ponte pedonale nella capitale bosniaca, nel 2005 ha presentato il progetto definitivo a Venezia.

E nel 2014, ARS AEVI /Museo d’arte contemporanea di Sarajevo, sostenuto dal Ministero degli Esteri e dall’Ambasciata italiana di Bosnia Erzegovina, ha riaperto lo straordinario deposito di opere (collocate all’interno del Centro Skenderija a Sarajevo) espondendole al MUSEO PECCI MILANO.

L‘arte come legante e legame tra i popoli.
L’Ars Aevi ha letteralmente unito l’Italia e Sarajevo.

Dal 1996, le città di Prato e di Sarajevo sono gemellate e questa unione è la chiave di lettura per la nuova esposizione al MUSEO PECCI MILANO: «l’arte contemporanea e i musei “in cantiere” a Prato così come a Sarajevo possono diventare i segni distintivi delle rispettive realtà culturali, una postindustriale e l’altra postbellica». Per le due città e i due musei è tempo di un “nuovo inizio”: «la conclusione della nuova ala museale a Prato con apertura prevista nella primavera 2015; la posa della prima pietra e l’avvio della costruzione del Museo d’arte contemporanea a Sarajevo».

Al Museo Pecci di Milano è esposta una selezione di opere di celebri artisti: Vahram Aghasyan, Marco Bagnoli, Maja Bajevic, Bizhan Bassiri, IRWIN, Dean Jokanovic Toumin, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Felice Levini, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Ilija Soskic e il disegno di Renzo Piano per la nuova sede del Museo ARS AEVI a Sarajevo, progetto in attesa di una realizzazione che appare sempre possibile e storicamente opportuna.

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

In religioso silenzio, cammino. Cammino tra opere e doni per l’arte e per gli altri, dopo la guerra, la vita, l’utopia di altri.
In religioso silenzio, ascolto. Ascolto la pace dell’arte che tace, ascolto la voce di opere e luce.

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

Mi inginocchio per custodire la geometria di Remo Salvadori, tento voli pindarici e abbracci angelici sottolineando l’“Angel” di Joseph Kosuth, fisso il vuoto tra le sculture di Bizhan Bassiri. Se mi muovo lo faccio in emulazione e imitazione di Maja Bajevic, se mi sdoppio rivolgo il mio sguardo alla Reverie al di là della “porta” di Michelangelo Pistoletto, se cerco l’Inferno trovo Dean J. Toumin.

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

Se mi muovo, io, l’arte la porto con me.

Ma quale arte?
L’arte del nostro tempo. Non l’arte per l’arte ma l’arte per gli altri, l’arte per l’altro.
L’arte per un dove, per un come, per un perché, per un chi, un che cosa e un quando. L’arte con un fine: custodire e costruire arte.

Ars Aevi è topos non più sola utopia.

#lartedelnostrotempo #followtheartgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

ARS AEVI IN PROGRESS AT MUSEO PECCI, MILANO, by the Artgirl

I was wearing: dress: Sunday21 + shoes: Jeffrey Campbell

Credits: photo: Riccardo Russo (http://instagram.com/rich_photography96)

special thanks to: Veronica Massa & Sunday21, Via Sannio 20 show-room, Spazio Borgogno

AMOlinks:
www.centropecci.it
http://www.sunday21.it
http://www.viasannio20showroom.com

AMOinfo:
ARS AEVIIN PROGRESS
MUSEO PECCI MILANO
Mostra promossa da: Comune di Prato e Regione Toscana
Realizzata dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
In collaborazione con Spazioborgogno

Sede espositiva Ripa di Porta Ticinese 113 – Milano mostra aperta fino al 13 settembre 2014