«L’ho rapita e me ne vanto».
Ritengo sarebbe stato un bigliettino “simpatico” da lasciare al posto della celebre, celeberrima Gioconda del Louvre ben 103 anni fa!
Ma Vincenzo Peruggia, il ladro-innamorato, lo definirei così, non lasciò traccia.
Lunedì 21 agosto 1911 la Monna Lisa fu rapita; giovedì 21 agosto 2014, in Puglia e non a Parigi, ci sono state nuove rivelazioni.

L’emigrante di Dumenza antepose l’amor di patria al rispetto dell’arte e della proprietà, fortemente convinto che il capolavoro leonardesco spettasse di diritto all’Italia. Diceria che è ancor oggi diffusa e che il “po po po” calcistico dei mondiali ogni quattro riporta alla luce.

Sulle tracce di Leonardo, il mito e l’enigma del genio arrivano a Otranto in una mostra-evento allestita nella storica e magica sede del Castello aragonese.

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

Adesso la Gioconda arriva a Otranto, ed è anche nuda!

Ho seguito la “Gioconda 3.0” nel suo viaggio da Firenze alla Puglia, ho seguito la sua storia e le sue evoluzioni «in questo inizio del terzo millennio, con la stessa carica espansiva che caratterizza le mutazioni del WEB semantico». L’ho seguita come lei coi suoi occhi mai immobili segue coloro che la osservano.

«Le ho messo i baffi e me ne vanto».

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Penso sarebbe potuta benissimo essere una delle provocatorie frasi pronunciate dal celebre artista Marcel Duchamp che, dal 1919, anticipa le future manipolazioni sulla musa leonardiana e scrive così una pagina fondamentale della storia dell’arte. Dopo una sezione dedicata al periodo tra il Cinquecento e l’Ottocento, la seconda parte della mostra si apre infatti con le due Gioconde L.H.O.O.Q. del maestro dadaista. Ad anticipare Duchamp, in realtà, avevano già pensato la satira politica della “Gioconda-Kaiser” e i Futuristi italiani che vedevano in Leonardo il loro “genio precursore” ma in Monna Lisa un terribile “emblema cimiteriale”.

Famosa grazie al furto del 1911 e all’attentato del 1956, grazie agli scherzi e alle dissacrazioni; sulla linea del Dadaismo, attraverso il Surrealismo tra Dalì e Magritte e l’intero gruppo delle Avanguardie Storiche, celebre e celebrata nel XX secolo, la Gioconda è ancora oggi icona indiscussa e simbolo di nuove simbologie in evoluzione.

Leonardo è futuro, Leonardo è fantascienza.

Fernard Legér aveva progettato negli anni ’20 un film, “Charlot cubiste. La Joconde amoureuse de Charlot”, riguardante una storia d’amore impossibile tra la Gioconda e un giovane di nome Charlot e dal finale tragico con il suicidio di lei che viene condotta al cimitero tra le braccia della Venere di Milo mentre lui la segue su un cavallo blu.
Giulio Verne aveva scritto nel 1851 una pièce teatrale che aveva come soggetto la passione d’amore tra Leonardo, il geniale creatore, e la Monna Lisa, la sua creatura.

A questi seguirono molti altri esperimenti cinematografici-letterari e di fantasia; dal racconto del 1976 di Bob Shaw, “The Gioconda caper” al fumetto «Martin Mystère» fino al puro esercizio di astrazione di Dan Brown e del suo “Codice da Vinci”.

E poi?
Poi c’è chi alla Gioconda ha dedicato tutta la sua vita (e non solo artistica). Primo fra tutti c’è Jean Margat che, con la sua “Giocondoclastia”, ha influenzato anche il cinema, ispirando il film, Palma d’oro a Cannes per il cortometraggio nel 1959 di Henri Gruel e Jean Suyeux, e la cui collezione si trova oggi in parte al Louvre.

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

Da Fluxus alla Pop e Conceptual Art, dall’Azionismo alla Poesia Visiva, da Ex libris e Mail Art a video e Computer Art. Dalla televisione alla moda e alla musica.
È la febbre da Monna Lisa che contagia più di un selfie da milioni di “mi piace”.

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

«Chaque nuit la Joconde en soi-meme se change». (Jean Cocteau)
In mostra ci sono proprio tutte: dalla Gioconda con le chiavi di Fernand Léger all’Eclisse della Monna Lisa di Marco Bagnoli, dalla Gioconda con la mosca al naso di Luca Patella alla Monna Lisa no smile di Vittore Baroni, dalla Celebrolisa di Antonino Bove alla Gioconda maialina di Franco Innocenti, dalla Mona Simpson di Nick Walker alle Gioconda con le scarpe di Cori Amenta e di Bruno Bordese, fino a L’enigma della Gioconda di Marco Nereo Rotelli, solo per fare pochi esempi.

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

Usata e abusata, a volte un po’ indifesa, la Monna Lisa arriva a Otranto spogliata della sua veste e in una versione “ignuda” si presenta al pubblico nel suo mitico splendore.
Perché anche se la Gioconda è Nuda, in realtà mai si scopre.

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

Il quadro più celebre al mondo, ma il meno conosciuto si mostra «senza i veli di banalità retoriche e di elucubrazioni, libera tra leggende e fraintendimenti, distinguendo tra mito e realtà», secondo le parole del Direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci e curatore della mostra.

Non le incisioni da Raffaello, né l’originale di Dürer: il fulcro assoluto de “Il mito di Leonardo a Otranto” è La Gioconda nuda, attribuita a Salai, allievo prediletto di Leonardo, su invenzione del maestro.

La storia, le tracce, gli indizi sono molteplici per un mistero che si infittisce e per uno sguardo che osserva chi lo sfidi con grazia mista a monumentalià.
L’opera fu documentata nel 1931 in collezione William Kaupe e nel 1939 fu esposta nella prima grande mostra su leonrado in Italia, “ Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane” a Palazzo dell’Arte di Milano, pubblicata in catalogo come opera di maestro leonardesco lombardo; ma già era stata presentata con clamore a Londra al Burlingh Fine Arts Club nel 1913.
Inaccessibile agli studiosi e al grande pubblico per settant’anni, se n’erano perdute le tracce.
Per la sua nudità è stata più volte censurata, fino a Singapore nel 2012; ma pubblicata integralmente da l’«Osservatore Romano, il giornale del Papa», sempre nello stesso anno.

Forse una cortigiana, forse un ritratto dal vero, forse simbolo erotico del contrasto tra Amor Profano e Amor Sacro, forse “solo” un “gioco” per donare visiva piacevolezza e “iocundità”.
Sicuramente un nuova iconografia di nudo femminile inaugurata da Leonardo e dai suoi seguaci.

«Sono nuda, sono bella, sono un enigma e me ne vanto!».

 

#laGiocondaènuda #followtheartgirl

Artigirl at Il mito di Leonardo a Otranto

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I was wearing: dress: Dixie + shoes: gaudì

Credits:
photo: A&A
special thanks to Agnese Sabato

INFO:
Dal 12 Luglio 2014 al 30 Settembre 2014
Otranto, Castello Aragonese
promossa dal Comune di Otranto
curata dal Museo Ideale Leonardo Da Vinci
organizzata da FromZero con la collaborazione di Colosseum

AMOlinks:
https://www.facebook.com/mildv?fref=ts
http://www.fromzero.eu/?p=171