Jeans, cult object.
Credo che questa sia l’affermazione perfetta per cominciare un articolo totalmente dedicato al jeans, all’arte del jeans e ai suoi artefici, ISKOdenim.

«Il mondo cambia, i blue jeans no – affermava il filosofo Baudrillard – i jeans sono il grado zero dell’abito, o il non-abito universale, senza bisogno di abbinamenti né accessori».

L’affermazione non è negativa, anzi. I jeans sono il “non-abito” in quanto abito universale, sono il must negli armadi di tutto il mondo e a volte creano più dipendenza delle scarpe. Se fossero un alimento sarebbero il sale, se fossero un’opera sarebbero la Marilyn di Warhol, e se non ci fossero bisognerebbe inventarli!

Modello skinny, modello slim, modello straight, modello boot cut, modello flare, modello bell bottom, modello wide leg, modello short, modello bermuda, modello baggy, modello low waisted: questi sono solo alcuni dei nomi delle varie tipologie di jeans che addetti ai lavori e non utilizzano nel classificarlo.

Ma come nasce questo cult object?

Io questa domanda l’ho rivolta a ISKO, definito l’“impero del jeans”.
E la risposta mi è stata data attraverso un interessantissimo workshop, “Washion”, a Istanbul che mi ha permesso di conoscere ogni aspetto del mondo del denim.

ISKO è la più grande fabbrica di tessuto jeans al mondo. Nata nel 1989, fa parte di Sanko Group, una delle più importanti multinazionali turche. Per i 250 milioni di metri di tessuto fabbricato ogni anno, ci sono 35 dipartimenti nel mondo con oltre 3000 lavoratori. Da Diesel a River Island, da Guess a Hugo Boss, da Dondup a Pepe Jeans: questi sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della lista degli importanti brand con cui collabora.

Il jeans è indumento e parola universale. Nato nel Cinquecento e utilizzato nei porti per coprire le mercanzie navali, deve il suo nome alla pronuncia francese di Genova, una delle maggiori sedi di provenienza del “fustagno rurale”. È passato dall’essere divisa da operai, come i miners e i cowboy, e indumento militare ad abito per tutte le occasioni, per tutte le fisicità, per tutti gli stili: per tutti e, semplicemente, di tutti. Si è evoluto, trasformato nel tempo cambiando in sé o portando cambiamento. Ha seguito le mode, ha dettato le mode. È stato simbolo di rivolta, di affermazione sociale, di condivisone

Ma oggi cos’è?

Il 3 dicembre sono stata accolta insieme al gruppo di professionisti, designer, creativi, produttori e rappresentanti di importanti brand, case di moda e aziende, nello showroom di ISKO.

ISKOdenim by the Artgirl

Erano esposte varie tipologie di modelli e tessuti e ho così potuto verificare la grande qualità dei loro prodotti e ammirarli come se fossero vere e proprie opere d’arte.

ISKOdenim by the Artgil

Ad aprire il washing seminar è stato Marco Lucietti, Global Marketing Director, che ha coinvolto i presenti raccontando la storia, il valore, l’ecosostenibilità e l’eccellenza del ramo dedicato al denim del settore Sanko Tekstil. «ISKO is multinational», ma i suoi design centers sono solo quattro, di cui due in Italia: la ISKOTEKA di San Benedetto del Tronto e la CREATIVE ROOM di Castelfranco Veneto. Perché ISKO è innovazione responsabile, promozione culturale ed educazione attraverso “school projects” e “contests” come quello legato a Stroili Oro.

Il jeans è lifestyle.
«Sono proprio i diversi comportamenti e stili, sia di vita che di tempo libero, a influenzare le nostre produzioni in un continuo intreccio tra domanda e offerta. Seguiamo l’evoluzione del consumatore, che cambia continuamente. Il jeans è nato come un capo da lavoro e ora fa parte anche dell’haute couture».

Il jeans è ricerca.
A seguire è stata la volta di Baris Ozden, Product Developement Chief, con un intervento intitolato “Live the Stretch Experience”. Attraverso una serie di video, immagini e presentazioni ci è stato mostrato lo stimolo creativo, l’idea che sta alla base delle collezioni di ISKO. Dato che l’ispirazione viene dalla strada, il team viene inviato nelle più importanti e dinamiche città del mondo per comprendere i veri trend che saranno utilizzati come punti di partenza delle future collezioni. Alla vista delle immagini dello streetstyle realizzate tra Londra, New York e Tokyo ci viene così svelato che è già pronta la Spring Summer 2016. Baris ha rivelato infatti come le molteplici opzioni comportino molteplici possibilità e quindi come il loro lavoro sia una continua scommessa, a very big challenge! 

Il jeans è sperimentazione e innovazione.
Il discorso si è fatto più tecnico con Moreno De’ Angelis, Washing Manager, che ha riassunto le novità di tecniche, di produzione e le caratteristiche dei nuovi jeans che presto indosseremo.

ISKOdenim by the Artgil

Una costante nei negozi, e quindi anche come richiesta da parte del pubblico, sono l’elemento stretch e skinny del jeans. The shape, la forma, deve rimanere la stessa per il maggior tempo possibile, questo è quello che vuole oggi il cliente e il sogno di ISKO, infatti, è quello di creare un jeans il più elastico possibile, come il loro Jeggins dall’elasticità straordinaria. All’interno del tessuto è presente una “holding power”, una forza, che ha il compito di far resistenza e di mantenere la forma. Moreno ha presentato gli otto gruppi in cui erano state divise le varie tipologie di jeans in base al tipo di lavorazione e di caratteristiche: dal laser al lavaggio con le pietre e all’utilizzo dell’ozono, dal classico color indigo al leather look, dall’“X Men’s”, per uomo e donna, al loomstate look. Sono rimasta piacevolmente colpita dal toccare con mano il risultato di tanta e tale sperimentazione. Andando avanti a provare col tatto le otto categorie di jeans ho sentito una costante evoluzione e differenziazione fino ad arrivare a un tessuto che per l’occhio risultava puro denim invece alla mano sembrava morbido come una felpa.

«Abbiamo già 25.000 prodotti nel nostro portfolio, ma continuiamo a sviluppare nuove idee. Un esempio: fino a qualche anno fa il denim superelastico non esisteva. Grazie al continuo monitoraggio del mercato siamo stati in grado di captare una nuova esigenza femminile: avere jeans comodi da indossare, ma al contempo fascianti, capaci di sottolineare e dare risalto alle forme. Così è nato Jeggings, un nostro brand tra i più fortunati: un tessuto iperleggero, che veste come una seconda pelle».

Il jeans è creatività.
Questo l’ha dimostrato Selin Akman, giovane designer della Creative Room di ISKO, presentando le nuove collezioni e le originali ispirazioni che corrispondono a tre movimenti artistici: l’espressionismo astratto, la street art, il dadaismo. Così dal “DADA BLUE” e dal vintage look con stampe riprese dal Dadaismo si passa a un concept più colorato, recyclable, ispirato agli anni Ottanta e alle stampe da marinai, fino ad arrivare al “JEANSTREET”, uno sportswear runny chic allo “yoga jeans” e a “the future face of indigo”, ovvero un “BLUE JIMcon due versi: dentro denim e fuori sporty.

ISKOdenim by the Artgil

Il jeans è attenzione all’ambiente.
Archroma nella persona di Albert Llort, Marketing Manager Sulphur Dyes, ha presentato il lavoro dell’azienda per una moda responsabile. Con ISKO, l’impegno e la sfida sta nel creare nuovi colori con estrema attenzione e rispetto per l’ambiente, gli “Earthcolors”. La novità sta nell’utilizzo di materiali grezzi e naturali, come il rosmarino, e nell’impiego di chip e indicatori di tracciabilità.

Il jeans è azione!
Dopo una formativa mattinata di teoria per apprendere tutti i segreti del mondo del jeans, ISKO ha condotto tutto il gruppo nella sede di Merkoteks Textile, un’azienda di 24.000 m², produttrice di jeans, nata nel 1986. Siamo così passati dalla teoria alla pratica.

ISKOdenim by the Artgil

Ciascuno di noi ha avuto la possibilità di creare il proprio jeans e di modificarlo a suo piacimento.

ISKOdenim by the Artgil

Dopo aver adeguatamente trattato il tessuto, ho scelto di lasciare il mio modello quasi in purezza ma di realizzare la tipica patina di colore bianco, propria dei jeans slavati, che si ottiene spruzzando una vernice viola direttamente sul tessuto.

ISKOdenim by the Artgil

L’ultimo appuntamento della giornata è stata la visita guidata della Merkoteks accompagnati da Gizem CanÇoban, Marketing Manager.
Ho così visto montagne di modelli di jeans, infinità di tessuti, migliaia di mani e menti che lavoravano all’unisono e insieme per realizzare il cult object del mondo moderno.

ISKOdenim by the Artgil

Ho potuto assistere al retroscena della creativa catena di montaggio che dà vita ai nostri abiti del cuore.

ISKOdenim by the Artgil

Perché ciascuno di noi ha il proprio jeans preferito, quel pezzo diventato unico poiché vissuto e ritenuto quasi “portafortuna” perché ha accompagnato i momenti importanti della propria vita.
Confesso che nella mia casa di Milano ho portato solo quattordici paia di jeans, gli altri sono rimasti in Toscana, e il mio preferito lo indosso proprio in questo momento.

Non vedo l’ora però di avere tra le mani il modello creato durante questa interattiva giornata di workshop che sono certa diventerà il mio jeans del cuore: un abito che mi ricorderà sempre una delle più interessanti e coinvolgenti esperienze della mia vita in una delle realtà più artisticamente dinamiche e creative del mondo della moda e non solo di quello del denim.

Il jeans è arte.
Il jeans è ISKO.

 

#ISKOdenim #followtheartgirl

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

ISKOdenim by the Artgil

I was wearing: jeans: NWY + shirt: Zara + belly dance belt + shoes: Roberto Cavalli

Credits:
photo courtesy: ISKOdenim & the Artgirl
Special thanks to the amazing team of ISKOdenim and especially to Marco Lucietti and Marco Rosso.

ISKOdenim by the Artgil

AMOlinks:
http://www.denimfriends.com
http://www.isko.com.tr
Repubblica
http://archroma.com
http://www.merkoteks.com.tr