2015
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L’arte alla Triennale di Milano per una volta si è fatta in “sette” ed è diventata “ennesima”. Seguitemi, vi porto a visitare “Ennesima. Una mostra di sette mostre sull’arte italiana” e a conoscere sette diverse esposizioni, sette percorsi autonomi, sette tentativi, sette suggerimenti, sette probabili interpretazioni della contemporaneità. Dalla mostra collettiva tematica alla performance fino agli interventi Site-Specific, da Luigi Ontani a Vanessa Beecroft fino a Franco Vaccari e Francesco Vezzori: l’arte è qui, ora e altrove ma può anche non essere.

Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, PAC Milano

Reverie vi porta al PAC di Milano in occasione dell’esposizione “Super Superstudio” per indagare gli enigmi e le premonizioni del collettivo radicale che ha rivoluzionato l’arte e l’architettura e per scoprire un nuovo asse che collega Firenze alla capitale lombarda, gli anni Sessanta al secondo millennio. «Sul fatto che il mondo sia tondo e che rotoli pare che non ci sia più da discutere. Da discutere c’è ancora sul come viverci sopra» (“Design d’invenzione e Design d’evasione”, “Domus”, 1969).

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“RED” è la performance di Thomas De Falco, curata da Laura Cherubini, che venerdì 13 novembre ha occupato il Museo Marino Marini di Firenze. Olivier Langhendries, Jemberu Perucchini, Sabrina Querci ed io siamo stati i quattro performer coinvolti nell’installazione tessile. Ho deciso di raccontarvi il filo rosso dell’arte del tessitore di arazzo contemporaneo e che cosa significhi aver preso parte a “RED”. Un articolo autobiografico in dialogo con Penone: per due ore mi sono ritrovata a occhi chiusi nelle mani di Thomas De Falco, ecco la mia storia.

Alessandro Mendini, Eloisa Reverie Vezzosi

“Mi definisco una persona interessata alle immagini”, afferma – all’inizio della nostra intervista – il maestro del design italiano che ha rivoluzionato l’arte mondiale. Alessandro Mendini si racconta insieme alle sue utopie; ripercorre il suo passato tra Architettura Radicale, lo studio Alchimia e l’amicizia con Sottsass; ci svela il suo sentirsi un “handicappato contemporaneo”, un uomo che viaggia ma che non è un viaggiatore; parla del ruolo di Milano non più capitale del design, e ci racconta la sua città ideale, la sua passione segreta per il colore bianco; ci spiega cosa c’è in fondo in fondo alla parola arte: la bellezza che è la ragione ultima del suo lavoro; svela come le sue idee e le sue parole diventano progetti e… “Ma quante cose ti sto raccontando?”

Eloisa Reverie Vezzosi, MA*GA, Missoni

“Missoni, l’arte, il colore” è la nuova esposizione che il Museo MA*GA di Gallarate ha dedicato a tutte le creazioni, invenzioni e cambiamenti firmati Missoni. Si tratta di una retrospettiva che mostra il connubio perfetto che Ottavio e Rosita hanno saputo tessere tra l’arte e la moda.
«Il colore? Cosa dire? A me piace paragonare il colore alla musica, sette note ma infinite melodie sono state composte con quelle sette note» (Ottavio Missoni).

Eloisa Reverie Vezzosi, Palazzo Fortuny

Quali sono le proporzioni che regolano l’universo? E qual è il posto che l’uomo occupa in questa armonia?
Ho visitato “PROPORTIO”, l’esposizione organizzata dalla Fondazione Axel e May Vervoordt e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia che, fino al 22 novembre, occuperà le eleganti sale di una delle più celebri case museo veneziane, Palazzo Fortuny. Da Marina Abramović, Massimo Bartolini, Michael Borremans, Maurizio Donzelli, Riccardo De Marchi, Arthur Duff, Anish Kapoor e Izhar Patkin fino ad Antonio Canova: esploriamo l’onnipresenza delle proporzioni universali nell’arte.

La Grande Madre, Eloisa Reverie Vezzosi, Fondazione Trussardi

A Palazzo Reale di Milano fino al 15 novembre, esiste anche “La Grande Madre”.
La mostra-evento, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi e curata da Massimiliano Gioni, conta 29 sale, 2.000 metri quadrati di esposizione, 139 artiste e artisti internazionali, oltre 400 opere, documenti e testimonianze figurative provenienti da tutto il mondo: questa è la maternità nell’arte del Novecento, dalle avanguardie sino ai nostri giorni.
Chi è oggi “La Grande Madre”?
È una mostra che parla di tutti noi, delle nostre origini e del nostro futuro. Perché siamo cosmopoliti, concittadini dello stesso mondo, sorelle e fratelli figli della stessa Madre Arte.

Fondazione Vedova, Eloisa Reverie Vezzosi

«Le mie opere non sono creazioni, ma terremoti. Non sono pitture, ma soffi».
Alexander Calder incontra Emilio Vedova: il mio nuovo articolo sulla doppia mostra della Fondazione Vedova è online.
Ho visto per la prima volta l’arte di Vedova quando avevo tre anni, ed è stato illuminante. Oggi vi racconto del “contenitore in movimento” di Renzo Piano che ospita le sue “Americhe”, dell’ideale legame con Calder e delle opere d’arte che scelgono di mostrarsi allo spettatore (e non viceversa).

Musei Ideali

24 agosto 2015
Museo del 900, Eloisa Reverie Vezzosi #MuseoIdeale

Immaginario è il museo che ognuno “porta dietro le palpebre”, il luogo mentale, personale e allo stesso tempo collettivo. A differenza del museo fisico, quello ideale “non è un mito, ma una necessità”. Il Museo del Novecento regala a noi, pubblico di sognatori, due innovative esposizioni: “Un Museo ideale” e “Nuovi Arrivi”. Oltre alle sue 350 opere, si è messo in rete con le più importanti istituzioni museali italiane, dalla Ca’ Pesaro di Venezia alla GAM di Torino, e con la collezione di Mario Bertolini, diventando così anche un Museo virtuale: #MuseoIdeale.
Il Museo immaginario, se qualcuno me lo chiedesse, io lo immagino così.