Ci sono tanti modi di fare video-arte e tante sono le sue declinazioni.
Se il mezzo digitale non fosse altro che una piattaforma di pensieri e progetti, opere d’arte “ready to make” (passatemi il termine), nate per dare voce a un cambiamento e servissero a creare una campagna per promuoverlo, allora non parlereste anche voi di arte condivisa?

#Campaign4Change è la piattaforma di Ray-Ban che racconta le storie di chi sta cercando di cambiare il mondo usando la propria voce e creatività. Come riporta il manifesto di VICEnon si tratta di supereroi, ma di ragazzi che hanno deciso di fare la differenza e invitare gli altri a fare lo stesso. Sono cinque le sezioni che corrispondono a cinque categorie di cambiamento.
ADD MORE COLORS TO THE WORLD: elimina il grigiore e rendi il mondo un posto pieno di colori;
SPEAK THE TRUTH: sii te stesso e chiedi lo stesso agli altri;
WINNING IS EVERYWHERE: ogni giorno c’è una sfida, celebra tutte le vittorie, grandi o piccole che siano;
DO WHAT SCARES YOU: riconosci le tue paure e affrontale;
MIXING UP TRADITION: guarda al passato per ispirarti, utilizza le regole già scritte e rivoluzionale.

Anch’io ho voluto dare un’immagine alla mia voce e al mio pensiero. Partecipare a questo “movimento” inoltre è molto semplice, come lo è lo stesso regolamento. L’arte è azione, dobbiamo tutti sentirci coinvolti.

Ray_Ban_campaign_4_change, Art Mood On, Eloisa Reverie Vezzosi

Per ciascun tema è stato scelto un ambassador. Dopo Mecna, Olimpia Zagnoli, Lorenzo Senni e prima di Miss Arianna, è stato pubblicato il video di Invernomuto, un duo di artisti che col suo “Failure is not fatal” ci insegna che «Prefiggersi un traguardo è errato: conviene lasciarsi andare agli insuccessi, sicuramente alla fine arriverà qualcosa di positivo».

Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi sono Invernomuto, nato nel 2003. Vivono e lavorano tra Vernasca e Milano. La loro arte è fatta di immagini in movimento e suono, ma non si “limita” a questi mezzi di espressione; scultura, editoria e performance sono sempre presenti. Tra le mostre personali e le partecipazioni in collettive importanti è importante ricordare: Padiglione d’Arte Contemporanea (Ferrara, 2011), Marselleria (Milano, 2014), Terre Vulnerabili (Hangar Bicocca, Milano, 2011); Milano Film Festival (2013); Così Accade (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2014). E tra i riconoscimenti: nel 2013 finalisti del Premio Furla (Bologna) e vincitori del primo premio MERU ART*SCIENCE.

Ray_Ban_campaign_4_change, Art Mood On, Eloisa Reverie Vezzosi

Dopo aver citato il loro lavoro nel mio articolo sulla mostra “Glitch” al PAC di Milano, ho deciso di rivolgere loro delle veloci ma approfondite domande sul loro ultimo progetto. Perché avrei dovuto perdermi l’occasione per conoscerli meglio?

D: Vi definite “impaginatori”. Come descrivereste voi stessi e la vostra arte?
R: Spesso partiamo da una “minor history” per raccontare qualcosa di molto più ampio, come nel progetto “Negus” – che ha origine da un fatto biografico, estremamente locale, e arriva a raccontare alcuni aspetti del colonialismo italiano e della cultura Rasta. Ci interessa disegnare delle traiettorie di immaginari, farli scontrare e osservarne gli esiti; solitamente i nostri progetti hanno carattere sperimentale, per questo il fallimento fa parte del processo, non sempre un esperimento dà esito positivo.

D: Come nasce “Failure is not fatal” e questa collaborazione?
R: Nasce da un invito di Ray Ban e Vice, ci è stato chiesto di creare un payoff e questo ci sembrava appropriato, soprattutto in questo momento della nostra produzione. Sono cambiate molte cose e si sono sviluppati vari processi nell’arco di oltre dieci anni di lavoro con Invernomuto. “Failure is not fatal” è un insegnamento che ci ripetiamo quotidianamente.

D: Cosa significa per voi la parola “cambiamento”?
R: E’ un leggero spostamento, non per forza drastico. Cambiamento è anche l’evoluzione del linguaggio, la presa di coscienza di determinati leggi e della possibilità di annullarle, modificarle, plasmarle.

 

#Campaign4Change #Rayban #followtheartgirl

Credits: video e photo courtesy Vice