Cosa vuol dire “privato”?
Si potrebbe rispondere con “non pubblico”. Come se l’uso dei contrari fosse sufficiente a dare definizioni…
E soprattutto chi è il soggetto “privato”?

Thomas De Falco ha scelto la Masseria Torre Coccaro (in provincia di Brindisi) per il suo “PRIVATE TDF”, una performance andata in scena il 23 e 24 aprile.

Il corpo è privato?
Dato i binomio collettività-identità, “SOLO” e “WAITING” sono stati due perfetti momenti di riflessione. Per antitesi, la prima è stata una performance corale che si è svolta nel frantoio della Masseria, la seconda invece è stata un’intima condivisone sulla spiaggia.

Astraendoci dalla realtà, Jem, Mercedes, il pubblico e io abbiamo vissuto il “grande sogno” dell’artista. Come amo solitamente dire, il tempo nessuno l’ha sentito, lo stato onirico implica il lusso dell’acronicità.

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro

Dentro una grotta color bianco cenere, le sculture e i lavori di ricerca di Thomas sono stati collocati secondo un determinato percorso. Scese le scale, all’ingresso sulla destra l’arazzo-progetto in scala (realizzato per la prossima edizione della Biennale di Venezia): da lì tutto il resto seguiva. C’erano ragni in fil di ferro e tessuto eseguiti durante i giorni di alloggio dell’artista alla Masseria, c’era il libro dei materiali raccolti e studiati in Puglia, gli arazzi contemporanei realizzati tempo prima che, dal marrone al blu Klein, si alternavano dinamici. E infine c’erano tre corpi. Con l’accompagnamento di tre strumenti a corde che alternavano momenti di allegro, andante e silenzio.

Intimo è sinonimo di privato?

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Ho indossato un abito da sposa per ventiquattro ore.
Calze bianche, scarpe basse, senza reggiseno. Portavo un wrapping bianco ai capelli e un paio di guanti delicatissimi. Scese le scale, al centro della prima sala si palesava davanti agli occhi degli spettatori un enorme tavolo coperto da un telo bianco, apparecchiato con un cono di sale e farina collegato da un filo rosso a un gomitolo di spago, bianco ancora una volta. Ho ossessivamente aperto, mostrato, sfogliato, battuto, richiuso, vissuto il libro di ricerche su Roma e interamente dedicato al progetto dell’Ara Pacis, prossimo lavoro scenico che Thomas De Falco realizzerà a fine maggio. Ho alzato i due lembi bianchi, li ho piegati, ripiegati, ri-ripiegati e ho mostrato l’imminente futuro. Perché avrei dovuto essere fredda? A un bozzetto di abito, seguiva una foglia a tutta pagina, dai lembi cuciti che forse erano riusciti a salvare e intrappolare la linfa vitale, dato l’intensissimo colore verde a contrasto con le prove di tessuto, i corpi, i lunghi capelli neri a matita delle figure seguenti che su carta prendevano vita prima che sul pavimento romano.

Il mio ruolo? Nessuno. Forse avrei potuto essere paragonata al vento, a una moderna Zefiro che sfoglia le pagine e muove la sabbia bianca del tempo smuovendo animi, catturando occhi curiosi e guidando i passi esterni verso la successiva sala.

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro

Non era amore.
Due corpi scuri su fondo chiaro spiccavano nell’ombra, illuminati da una luce calda che scendeva dal soffitto della grotta. Non li potevo vedere, ero distante e occupata, ma sapevo che la loro non-unione, la loro semplice condivisione di spazio avrebbe destato stupore, meraviglia, malgrado la lontananza che gli spettatori dovevano mantenere, che la donna – Mercedes – doveva mantenere dall’uomo – Jem – e viceversa.

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro

Non era una coppia. Era un’illusione. Era un “grande sogno”. Era un “grande distacco”. Rappresentava l’idea di un rapporto freddo, privo di comunicazione, di un non-dialogo. L’arte tessile di Thomas De Falco si snodava dai capelli della donna, chiusi in un enorme bozzolo. I wrapping scendevano sulla sua pelle nuda e perfetta. Le radici di lana, seta grezza, stoffe ripartivano nuove dal pavimento e salivano lungo le dita, le mani, l’organo genitale dell’uomo. Le catene di nodi dell’arazzo contemporaneo dell’artista uniti per la prima volta alla pelle, al sangue e alla sessualità di noi uomini. Thomas De Falco lega la vita, l’imminenza dell’hic et nunc; chiede il tuo qui, il tuo ora e per sempre, donando uno stadio di eterna “rinascita”, di incomunicabilità, di “freddo amore” o non amore, di purezza dolorosa. Questa volta l’artista ha deciso di rappresentare ancora più fortemente l’idea di una neo-nascita, anteriore al concepimento e a qualsiasi tipo di fecondazione, e ancora antecedente alla creazione di future famiglie e unioni di genere. L’idea di “SOLO” è nata da un disegno del 2013; nel 2016, una volta trasformata e resa appunto “privata”, aveva riconosciuto nella terra pugliese quella fertile per la sua realizzazione.

Mi sono spogliata del mio verginale abito bianco con una piccola traccia di rosso.
Sposa dell’arte, aspettavo trepidante il momento dell’incontro.
Sapevo che ci saremmo ritrovati sulla spiaggia, in riva al mare, in balia del vento, della bufera, della tempesta; al cospetto di Apollo, dio del Sole.

Io ho questo rapporto fisico soltanto con l’arte. Thomas De Falco lo sa, lo ha capito e gliene sono grata. Ha scelto il mio braccio destro per creare un innesto che non prevedesse elementi naturali se non i tessuti del mio corpo (diversamente dall’intervento-dedica a Penone di “RED” al Museo Marino Marini).

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Lo ha stretto in una morsa. Ho visto la mia spalla ramificarsi libera, crescere di una stoffa raffinatissima e ruvida. Ero già stata vestita di bianco, o con i piedi trasformati in radici, o con i capelli raccolti in sculture tessili ancora e ancora una volta, ma mai le mie mani si erano congiunte così alla terra.

«I suoi capelli si mutarono in rami ricchi di foglie; le sue braccia si sollevarono verso il cielo diventando flessibili rami; il suo corpo sinuoso si ricoprì di tenera corteccia; i suoi delicati piedi si tramutarono in robuste radici e il suo delicato volto svaniva tra le fronde dell’albero». Nuova Dafne, portavo sulle spalle il peso della mitologia e dell’iconografia classica, ma non potevo piegarmi né alle forze letterarie né a quelle naturali poiché dovevo seguire l’impronta d’artista: «dominerai la terra».

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Ho pianto.
Ho sudato.
Prendere-forma è processo catartico. Pur rimanendo me stessa, mi sono dimenticata di me, mi sono lasciata, pur restando presente mi sono allontanata. Non so quanto tempo sia passato e poco mi tange. Non ho sentito alcun tipo di musica accanto a me, malgrado il suono di due violini sulla battigia. Ricordo solo l’incessante procedere del mare, gli schiaffi gelidi del vento e le gocce di pioggia che si affacciavano timide ma costanti.

Il mare ai miei piedi, la terra alle mie mani. Il cielo in tempesta sopra di me, «la legge morale dentro di me».

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Ho tremato.
Ho chiuso gli occhi e non ho mai visto nero, solo colore e macchie cromatiche in alternanza.

La purificazione è un momento privato? La rappresentazione teatrale per un cittadino dell’Antica Grecia era evento collettivo e messa in scena della cosa pubblica. Quelle di Eschilo, Sofocle ed Euripide erano tragedie specchio della polis. Quelle di Thomas De Falco sono performance che ne rappresentano l’eredità.

Il corpo è privato? La forma non lo è affatto. Questa è la mia opinione. Siamo tutti identici. Possediamo tutti le stesse parti della macchina “più perfetta” che la natura abbia mai creato.

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Tolto l’asciugamano, ho mosso i miei passi sulla terra selvatica di spine, sassi e foglie; ho raggiunto la mia posizione davanti al sipario di teli, wrapping e interventi color oro. Confesso di aver percepito l’indiscrezione degli sguardi dei tre tecnici presenti alle provema poi mi sono ripetuta nella testa le seguenti parole: «Il mio corpo non ha niente di diverso dal vostro».

Abbiamo – noi coralità – chiuso gli occhi, alzato le spalle, mostrato fieri il rigoglioso braccio destro.
Abbiamo pianto.
Abbiamo sudato, tremato.
Abbiamo preso forma nuova, purificandoci.
È stata una rinascita totale, e non solo semplice figurazione per una “Nascita di Venere”.

Chi è quindi il soggetto “privato”? Colui che non vuole vedere, non vuole parlare, non vuole sentire.

PRIVATE TDF, Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro

Credits:
Special Thanks to Laura Cherubini, Elisabetta Genoni, Rossana Muolo, Cecilia Signaroldi

Photo: Tassili Calatroni

AMOinfo
“PRIVATE TDF”
Thomas De Falco
23/24 aprile 2016

Masseria Torre Coccaro
C.da Coccaro, 8
Savelletri di Fasano
(Brindisi) Puglia

Modelli: Mercedes Alves, Jem Perucchini, Eloisa Reverie Vezzosi