SENTO
Reverie, Rinascimento Ipersensibile, Bill Viola, Palazzo Strozzi, L. Mugri

“Non c’è niente di elettronico
Se metto la mano sul cuore lo sento battere
Muoio nascendo: questa è l’inversione di marcia.”
Mi cito per ripetermi, anche nei ringraziamenti. Grazie a tutti di cuore per aver preso parte con pensieri e/o azioni a “Rinascimento Ipersensibile”, la mia performance pubblica del 20 luglio 2017 a Palazzo Strozzi.

MIELE AMARO

5 giugno 2017
Reverie, la Biennale, Venezia, Padiglione Nordico

Ci vuole tempo per metabolizzare una Biennale. Il secondo significato dal dizionario, dell’unione etimologica di “biennalis” e “annus”, è «di pianta che compie il suo sviluppo entro due anni; nel primo anno sviluppa un brevissimo fusto con una rosetta di foglie e la radice, nel secondo allunga il fusto, eventualmente ramificandosi, fiorisce, produce frutto e semi, dopo di che si secca e muore: es., carota, prezzemolo, barbabietola».
Non voglio paragonare la Biennale d’Arte di Venezia a una barbabietola o a un rametto di prezzemolo poiché per definizione, almeno per questi due anni, la manifestazione vuole essere più viva che mai. Voglio invece partire da un alleggerimento di intenti, di sentire, da un attivismo meno politico e più poetico e forse più vero. “Viva Arte Viva” docet.

TEMPO ZERO (SENZA FINE)

28 maggio 2017
Fabio Mantegna unica foto autorizzata TEMPO ZERO REVERIE

“Tempo zero” ha rappresentato il mio battesimo nel Reale, la mia prima performance pubblica ideata, curata e realizzata totalmente da me. Dopo la gestazione, la nascita, è arrivato il battesimo.
Queste sono poche parole di fine con le quali voglio sottolineare il fatto che niente è finito.

Photo Henrik Blomqvist

18,78 minuti circa. 6,26 il tempo di ogni azione. 3 le azioni prima di ricominciare.
Dall’inizio: 3 azioni, 3 persone, 3 ricordi e poi tutto riparte e si ripete. Al centro del laboratorio scientifico condiviso con altre tre figure, la Sfera: la macchina del ricordo che è momento, è memoria e diventa monumento. Cuore effimero e intangibile malgrado la fisica presenza dell’opera interattiva rivestita di Alcantara ® dentro e fuori poiché incentrato sul tuo ricordo. Ricordi? Te lo ripeto più volte per convincerti che sei già stato qua.

LINEE DEL CORPO

1 marzo 2017
Eloisa Reverie Vezzosi, Keith Haring, Palazzo Reale, Milano

Sinonimo di purificazione nell’arte è catarsi. Sangue. La messa in scena di una rappresentazione tragica nella Grecia Antica coinvolgeva tutta la polis in un comune momento di purificazione. Lacrime. Attraverso i sentimenti di pietà e terrore. Sudore. L’arte fa puzzare, dà fastidio, scioglie inguini e intestini, lavora di stomaco, gola e bassi ventri. L’arte fa paura. Il Sublime e il Bello sono concetti profondamente distinti. Liberiamoci. Libertà. Voce agli istinti, diamo al subconscio credibilità. Eliminiamo il costume che non esiste. Leggiamo di più e non le etichette.
Sì. Quando ho visitato la mostra che Palazzo Reale ha dedicato a Keith Haring ho sudato. Molto. Un sudore per la precisione composto di acqua, ioni (Na+, K+, Cl-), urea, immunoglobuline, colesterolo, acido lattico, basi volatili, acrilici, olii su tela, immagini, maschere, vernice vinilica…

EQUAZIONE DEL TEMPO EROSO

26 gennaio 2017
Eloisa Reverie Vezzosi, Collezione Maramotti

86.400 sono i secondi di un giorno. Sono il tempo che mi sono data per raggiungere, sintetizzare e separarmi nuovamente dalla “Geometria figurativa” della Collezione Maramotti.

“ANNAFFIAMI LA LUNA”

27 dicembre 2016
Eloisa Reverie Vezzosi, Jean Arp, Terme di Diocleziano

“Una luna bianca,
bianco su bianco,
un nuovo rilievo
di me”.
Reverie incontra Jean Arp alle Terme di Diocleziano.

ETERNO RITORNO

27 ottobre 2016
Eloisa Reverie Vezzosi, Museo Pecci, La fine del mondo, Prato

«Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte», diceva Nietzsche ne “La gaia scienza” rivelando la teoria dell’eterno ritorno. Una delle ultime volte in cui ho vissuto il Museo Pecci non avevo ancora raggiunto la maggiore età. Mi ricordo che era faticoso salire i suoi freddi scalini esterni ma che, una volta entrata, la curiosità di bambina veniva appagata da Nouveau Realisme e Fluxus, Poesia Visiva e parole in libertà, innovazioni concettuali e metamorfosi. La notizia della chiusura del Centro toscano mi aveva profondamente colpita: era stata una mia “tana” nell’Arte alla quale ero molto legata. Ma restavo consapevole e felice nell’attesa di poterla ritrovare una volta rimessa a nuovo.

LIBERTÀ IN CODICE

5 ottobre 2016
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Siamo da sempre stati abituati a muoverci seguendo codici (pre)determinati. Dal codice fiscale al codificare le nostre emozioni: niente esce dall’ordinario poiché tutto è già ordinato. Qual è allora il “codice Ai Weiwei”?
Dal Piano Nobile alla Strozzina mi muovo visitando “Ai Weiwei. Libero”, la nuova mostra della Fondazione Palazzo Strozzi, e seguo una parete bianca, purissima, lontana da critiche e accuse, per trovare la risposta.