La prima volta che, per raggiungere la galleria Mudima, ho percorso via Tadino non ci ho fatto caso, ma la seconda sì: sì che ho sentito il forte odore di incenso, proveniente dalle multietniche mura dei palazzi e dei negozi che circondano il passante lungo la via. Il senso dell’olfatto già presagiva qualcosa di mistico, di magico, perfettamente incarnato dalla persona dell’artista di cui oggi voglio trattare: Pietro Coletta. A Mudima ho incontrato i suoi occhi penetranti, il suo aspetto da filosofo, le sue parole da profeta e le sue opere.

L’Arte per questo artista è manifestazione dello Spirito capace di comunicare la bellezza del creato e dei valori spirituali.

Dal 2010, Coletta esplora il mondo attraverso il concetto principe Luce-Tenebra arrivando così, oggi, a comprendere le insospettabili connessioni che legano il nostro secolo con il Seicento, a partire dal livello climatico e scientifico.

Le sue parole sull’Arte riecheggiano antiche e moderne filosofie, primo fra tutti Hegel ma anche grandi autori classici come Esiodo e grandi scienziati che, attraverso la materia, ne hanno scoperto e ne scoprono la luce. Allora sono curiosa: ma lei, come si definisce?

Fare L’ARTE significa cogliere L’ESSENZA DELLA VITA nei suoi Valori più nobili!
Io mi definisco quello che sono nella mia realtà ultima: semplice essere umano con tutti i limiti e valori, che ricerca il proprio linguaggio espressivo con lo strumento dell’Umiltà per dialogare e comunicare e rendere visibile l’invisibile! Solo così posso conservare lo Stupore del fanciullo, indispensabile per poter accedere all’infinita meraviglia del CREATO e apprezzarne l’ESSENZA: l’ARTE DELLA VITA, LA VITA DELL’ARTE.

Come Caravaggio e Velázquez, anche lei, in linea con gli artisti del Seicento, tende nelle sue opere a dar vita alla Luce riscoprendola dalla tenebra. Potrebbe spiegarci, se vuole illuminarci, il significato profondo delle tre opere esposte nella galleria Mudima? Adesso queste dieci opere “esistono” ancora o, come è sua abitudine artistica, ha utilizzato quei materiali per nuovi lavori artistici?

Nel 2010 ho iniziato una nuova ricerca del mio lavoro scultoreo sul concetto duale Luce-Tenebra, bruciando delle superfici di legno per ottenere il nero, mentre le parti non bruciate mi sono servite per rappresentare la luce.
Meditando profondamente intorno a questi ultimi lavori, mi sono posto alcune domande: perché questa mia ricerca concettuale sulla dualità Luce-Tenebra che tanto ricorda, dal mio punto di vista, certi dipinti del Seicento, come quei personaggi drammaticamente illuminati negli abissi di tenebra delle pitture di Caravaggio e di altri artisti dell’epoca? C’è un’analogia fenomenica tra gli avvenimenti concomitanti “umani e naturali” fra il Seicento e il XXI secolo? Quali sono? Come mai c’è una correlazione così evidente a livello climatico, scientifico, se pure con processi inversi, tra l’inizio della “piccola era glaciale” del Seicento (con tutte le inevitabili conseguenze di concause: (guerre, rivolte politiche e religiose, terremoti, inondazioni, siccità, carestie, malattie, eruzioni vulcaniche) e lo scioglimento dei ghiacciai millenari in atto progressivamente nel XXI secolo con analoghe conseguenze inevitabili, più o meno, come nel Seicento? Il filosofo francese Voltaire sosteneva che “tre cose esercitano una costante influenza nelle menti degli uomini: il clima, il governo e la religione. Solo questa trinità poteva spiegare l’enigma di questo mondo”.
Le opere le conserverò non so fino a quando! Io vedo i miei lavori come se fossero esseri umani, ognuno con un tempo limitato dalle vicissitudini della vita! Il TEMPO è illusorio! Tutto si dissolve! Il nostro Pianeta ha già compiuto quattro miliardi di anni e non ce ne siamo accorti! Sono diverso poiché vivo in un’altra dimensione!

Ho letto di come ha scoperto l’arte, l’arte più vera della vita vera. Tutto è partito dalla sua curiosità di bambino, che non si è mai sopita. Quando, da adolescente, accompagnando sua madre al mercato del pesce vide sulla rivista, con cui il pescivendolo stava incartando la spesa, un dipinto di natura morta di Cézanne: un cesto di mele e pere più reali della realtà.

Ermete Trismegisto, alcuni secoli prima di Cristo, diceva che ogni “VERITÀ è una mezza verità”. Qualsiasi “COSA” dell’essere umano vive la DUALITÀ!

Per lei, che ha scoperto l’arte per curiositas e che ne ha fatto l’essenza della sua vita, è possibile, oggi, fare dalla propria vita un’opera d’arte? Questa affermazione ha ancora significato?

Tutto il CREATO è formato da particelle subatomiche, mille volte più piccole dell’atomo! Ogni particella ha un’altra particella di segno contrario! Ma di cosa è fatta L’ESSENZA delle particelle da formare così mirabilmente tutta la materia del CREATO INFINITO? Il vuoto non esiste, è solo una nostra forma mentis! Esiste una MATERIA INFINITAMENTE SOTTILE, INDEFINIBILE, PERFETTISSIMA, INEFFABILE, IMPONDERABILE “SENZA NOME”. IL segreto della VITA è proprio questo MISTERO INFINITO CHE CI STIMOLA ETERNAMENTE ALLA RICERCA DI NOI STESSI! LA RICERCA È ETERNA POICHÉ VIVIAMO L’OSSIMORO! Nel FINITO c’è L’INFINITO!!! In questo concetto aleggia la grande creatività ETERNA della VITA COSMICA, “IL TUTTO”, “L’ASSOLUTO”!!!

Ultima rapida domanda: è d’accordo col mio titolo? Oppure bisogna imparare l’arte e… 

“L’Arte, manifestazione dello Spirito è il mezzo che utilizzo per esprimere le esperienze e le vicissitudini della vita. Le mie lunghe meditazioni sulla bellezza e le meraviglie del Creato, insieme alle intuizioni ed emozioni che ne conseguono, contribuiscono a squarciare il velo che mi separa dalla Totalità e contattare il DIVINO. Ogni materia è una forma di vita, ogni materia possiede un’Anima con le sue molteplici energie. Non cerco la perfezione della forma quando lavoro, ma lascio guidare le mie mani dall’Energia Primigenia dell’inconscio per contattare l’Anima nascosta nei reconditi recessi della materia fino a catturarne l’Essenza e concretizzare l’immagine del mio pensiero invisibile in forme materiche poetiche.
Vorrei terminare questa intervista con un nobile pensiero di Kandinsky: “L’uomo parla all’uomo del sovrumano: è questo il linguaggio dell’arte”. È soprattutto questo il mio rifiuto del mercato speculativo dell’arte, profondamente mortificante!

La prima volta che ho incontrato Pietro Coletta questi, senza conoscere me e le mie passioni, mi ha chiesto se fossi giapponese, se dentro di me abitasse uno spirito giapponese, antico.

Sono rimasta profondamente colpita e, confesso, di non aver risposto subito alla domanda. In una manciata di secondi aveva capito i colori del mio cuore: bianco con al centro un punto rosso, ma questa è un’altra storia…

#NelsegnodelFUOCO #NelsegnodiAMO

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Pietro Coletta, Mudima

Pietro Coletta, Mudima

Pietro Coletta, Mudima

Pietro Coletta, Mudima

info:

Mudima – Fondazione per l’Arte Contemporanea
Milano
Catalogo: “Nel segno del fuoco”, a cura di Luigi Sansone, edito da Mudima

AMO link:

www.mudima.net

www.undo.net/it/mostra/167788

www.teknemedia.net/pagine-gialle/artisti/pietro_coletta/

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