Dicono che nel diary ci si debba mettere in mostra di più. Dicono che i blogger debbano farsi conoscere dai propri lettori. Dicono… ma sono prima di tutto io a sentire la necessità di un post ancor più personale, di riflessione, di art-riflessione…

Oggi non vi voglio raccontare di nessuna mostra, da me fisicamente visitata, e di nessuna inaugurazione, a cui ho vivacemente partecipato.
Oggi la “mostra d’arte”, se così la voglio e la volete intendere con me, ce la concedono il cinema e la letteratura.

Sono ispirazioni recenti, di impatto visivo, fisico, emozionale, emotivo, prendono lo stomaco e poi la mente. Ti lasciano lì, a pensare. Sei consapevole, magari, di vederti passare tutta la vita davanti eppure non reagisci. Non puoi.

Si è garbati al cinema, solitamente.

È l’arte fruibile nello stare in silenzio. L’arte alla portata di tutti. 

L’ultimo film visto?” Il capitale umano.
L’ultimo libro letto?” Sei come sei.
Dimmi un po’…” No, non parlerò della trama, rovinandovi così il finale. No, non parlerò in dettaglio delle tecniche usate perché, benché io nasca poetessa, non ho le capacità critiche per commentare autorevolmente questi due mondi artistici.
Oggi sono una lettrice, anche di immagini in movimento.

Avevo da poco cominciato la lettura di Sei come sei di Melania G. Mazzucco e non mi aspettavo che la causa scatenante della fuga della protagonista sarebbe stata proprio quella… Nel secondo capitolo la piccola grande Eva è “coinvolta” in un incidente.

Mentre, immersa nella lettura, scorrevo le pagine e seguivo gli eventi, mi sentii morire: come era possibile essere arrivati a un incidente così? Uno shock, per me, per Eva, per i viaggiatori della metropolitana. “Sul finestrino del primo vagone c’è stampato uno schizzo di sangue grande come una rosa”. La storia prosegue però, un po’ come la vita continua.

Una figlia, due padri, innamorati, che decidono di costruire una famiglia insieme, e la scrittura-opera d’arte della grande Melania G. Mazzucco.
Il tema è nuovo della letteratura, la lingua è magistrale. Con pathos è la scelta di non virgolettare niente, nessun discorso diretto appare tale, nessuno. Tutto parla, tutti parlano e tutto scorre e così il lettore immagina di più, vive di più, sente di più. È la storia in cui non giudichi nulla. Leggi, capisci, ti commuovi e soffri, davvero.

Ma quel tutto parte proprio da uno shock. Shock poetico. Shock d’effetto. Ci ferma. Ferma. E così si riparte nella lettura ancor più convinti, ancor più spinti, ancora.
Sono rimasta basita quando ho letto e sono venuta a conoscenza dell’accaduto. A bocca e cuore aperti. Dovevo riprendermi e solo allora sarei stata pronta a tutto. Ancora.

Pronta a tutto in effetti lo sono stata. Il capitale umano, ultimo film di Virzì, mi ha coinvolto, convinto, “per la visione pessimistica del mondo?” sì! Che assolutamente (e purtroppo) è anche la mia. Il film è scandito dalla divisione in capitoli. Questa non è una novità, già durante il recente Festival del cinema di Venezia ho assistito a La moglie del poliziotto e all’interminabile successione di silenziosi capitoli; comunque funziona e mostra la storia e l’evolversi della vicenda dal punto di vista specifico di alcuni personaggi. Si segue come un libro, si vive come la realtà, si muore (dentro) alla fine del film.

Ma tutto parte sempre da uno shock. Iniziale. Non poetico ma sempre d’effetto.

Rimani stupito fino alla fine e anche dopo che, mentre te ne stai tornando a casa, rifletti su quanto visto. Ti rendi conto, anzi no, ti viene sbattuta in faccia una realtà di cui tu eri pienamente consapevole ma da cui difendevi il tuo cervello, il tuo umore, te stesso, te stessa… “Ho già troppi problemi”, magari pensavi…

L’Italia, il mondo…abbiamo tutti bisogno di essere scossi un po’. Nessun film, nessun libro, nessuna immagine, nessuna notizia, niente ormai ci potrebbe colpire se non attraverso un fulmine iniziale. Un’esplosione.

È la necessità di scoop, il bisogno di novità, estreme. Ricerchiamo la teatralità in ogni aspetto della nostra vita. Siamo, perdutamente, shock dipendenti, questa, a mio avviso, è la nuova ma sempre eterna malattia.

#AMOriflessione #AMOveritas

 

AMO links:

http://www.lastampa.it/2013/11/06/cultura/tuttolibri/sei-come-sei-la-famiglia-omosex-di-melania-mazzucco-gznMnPSQemvMMqYzxkeCeI/pagina.html 

http://www.lastampa.it/2013/10/18/edizioni/vercelli/melania-mazzucco-alla-mondadori-racconta-di-eva-e-dei-suoi-due-padri-7yXVMQ8vOvDq1uo9tOyIHP/pagina.html?exp=1 

http://www.leggerepernondimenticare.it

http://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2014/01/10/news/paolo-virzi-e-il-volto-di-un-paese-corrotto-1.148532

Special thank to Anna Benedetti