C’è chi si interroga sull’origine dell’universo, il caos.
Chi si interroga sull’origine dell’uomo. Del semplice uomo.
E chi sull’origine di un mito. Del mito. Di Gustav Klimt. 

Per vedere cosa c’è dietro il Bacio, non basta voltare l’opera;
bisogna rivivere la vita di Klimt.
Bisogna conoscere Klimt, nel profondo.
Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio. 

Milano si è unita a Vienna, il Palazzo Reale al Museo Belvedere.
Così come Klimt si era unito all‘Italia.
Esperienza illuminante per la sua arte fu la vista delle vetrate di San Marco a Venezia, la scoperta della luce, dei colori.
Klimt, alle origini di un mito”, questo il titolo completo della mostra. L’obbiettivo è quello di far conoscere la nascita, la formazione, le ispirazioni e le evoluzioni dell’opera del celebre pittore austriaco.

Si entra in mostra e si incontra il giovane Gustav, figlio di un orafo e incisore, che si dilettava nel ritrarre i membri della sua famiglia, seguendo le orme dei fratelli Ernst e George. L’artigianalità prima dell’arte pura e semplice, non solo il bel volto della Demetra di Georg Klimt, ma anche il delicato e sapiente uso del rame e di vetri colorati.

I volti, gli sguardi, i gesti ci conducono nella seconda sala che racconta dell’eclettica formazione di Klimt. A quattordici anni entrò nella Scuola d’arti e mestieri del Museo austriaco di Arti Applicate, fu istruito nel solco dello storicismo. Si legò saldamente al modello di Hans Makart. Ritratti che sembrano doppi, nudi maschili che appaiono come devote citazioni da parte dell’allievo nei confronti dell’ideale maestro. Nel 1881 fondò, con Franz Matsch e il fratello minore Ernst, la Compagnia degli Artisti, lavorando così a opere di decorazione di edifici pubblici e privati. Il gruppo si affermò come successore di Hans Makart e i bozzetti preparatori, presenti in mostra, ne sono una prova.

Alla morte del fratello Ernst, 1892, Klimt cade in uno stato di depressione, dovuto anche alla perdita del padre qualche mese prima. Ma proprio la crisi porta alla rinascita.
Klimt sentiva il bisogno di trovare una nuova strada per la sua arte. Una nuova direzione.

La Filosofia e La Medicina, commissionate nel 1894 per il soffitto dell’Aula Magna dell’Università di Vienna, rappresentano questo nuovo corso dell’arte. Criticate dai contemporanei perché lontane dal gusto comune, incendiate dai nazisti (come ricorda il film hollywoodiano Monuments men, 2014) rappresentavano in verità la nuova fase della nuova arte: la Secessione, di cui Klimt fu il presidente e il massimo protagonista.

Da qui, il passo al Fregio di Beethoven è breve. In mostra la riproduzione, ma basta a catturare l’occhio dello spettatore e a portarlo nel vortice di Klimt, maestro prima che pittore.

La Nona sinfonia inserita come artistica colonna sonora non era necessaria: è l’opera in realtà a parlare, è l’arte di Klimt a produrre dorate sinfonie. Carboncino, grafite, gessetto nero e gessetti colorati, sanguigna, pastelli, foglia d’oro e d’argento, bottoni di madreperla, frammenti di specchio, cristallo, pietre dure semipreziose, stucco,… questi sono alcuni dei materiali usati per realizzare il fregio. Siete ancora convinti di voler definire Klimt solo un pittore?

Klimt è un uomo di aulico mestiere

Egli identificava con ARTE tutto ciò che aveva intorno a sé. Tutto.
Grazie alle sue esperienze giovanili, scopre e conosce i materiali, dal ferro al rame, dal mosaico alla foglia d’oro.
«Con la Secessione viennese – ha detto Alfred Weidinger, curatore della mostra – l’arte e i mestieri si riuniscono: la pittura da sola non è la cosa più importante, la scultura da sola non è la cosa più importante, ma è l’insieme di tutte le arti a diventare importante. Il cambio di stile è eccezionalmente visibile nel Fregio di Beethoven, per me l’opera più importante di Klimt. Per l’artista tutto deve avere un senso e allora si domanda: “Perché ho fatto questa scelta?”. Lo stesso interrogativo che si porrà tutto il gruppo dei Secessionisti che tendeva a trovare la forma d’arte più alta di tutte».

Dal Fregio, si passa ai paesaggi. E l’oro non lascia mai Klimt. Nel Girasole, una delle due opere insieme alla Famiglia esposte per la prima volta fuori da Vienna, l’artista priva il fiore di tutte le tensioni tipiche di Van Gogh: la natura è sola, senza influssi esterni, curva su se stessa, romantica riflette, con un portamento di donna in cui molti rivedono l’amata Emilie Flöge. Non domina mai il verde, in realtà. Domina la luce, l’aspetto aureo del prato.
Ho osservato bene l’opera, l’unico punto esente dall’oro è la corolla del fiore, il suo centro, il suo apice. In alto manca la luce.

Dopo i paesaggi, si passa ai ritratti.
La Salomè, la donna tentatrice e seduttrice.
Il corpo si muove sinuoso, è la donna serpente. Sinuoso nelle sue forme, nei suoi dettagli, nel suo sguardo, lontano.
Ammalia come solo una Salomè potrebbe fare. E lo spettatore si dimentica del volto che appare in basso a destra nel dipinto, se ne dimentica: la donna ormai l’ha rapito. 

Quasi a fine mostra, torna la Famiglia, opera cupa, scena di affetti. Nel buio del blu tre volti: una madre e i suoi due figli. Forse dormono o forse… è il mistero dell’opera d’arte che rimane segreto nella mente dell’artista.

Dopo la Salomè, il nudo resta: Adamo ed Eva. Capolavoro di sincronia, sinergia di corpi e forme. Corpi nudi, corpo nudo della donna. È la creazione, il mito, la rivelazioneC’è chi si interroga sull’origine del mondo, degli uomini e della pittura di Klimt.

L’artista che ha inventato un nuovo linguaggio dell’arte.
Ha unito il Simbolismo all’Edonismo.
La Bellezza al Pensiero.
La Bellezza alla Materia.
Come in un bacio. Come in uno scambio di affetti. Di corpi.

L’età dell’oro è mitologia.
E l’oro di Klimt non perderà mai la sua luce.

#quandolarteèmito #SOGNIDORO

 

Gustav Klimt, Hermine Klimt (Palazzo Reale, Milano)

George Klimt, Ninfa e Satiro (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt e Franz Matsch, Ritratto di bambina (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt e Franz Matsch, calco e studio della testa di Brunn (Palazzo Reale, Milano)

Anton Josef Ritter von Kenner, fanciulla presso una vasca con ninfee (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il fregio di Beethoven (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Salomè (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, La Medicina (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, La Filosofia (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Il Girasole (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Ritratto femminile (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Ritratto femminile (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Ritratto femminile (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Ritratto femminile (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, lettere all'amata E.F. (Palazzo Reale, Milano)

Gustav Klimt, Adamo ed Eva (Palazzo Reale, Milano)

Klimt, alle origini del mito (Palazzo Reale)

I was wearing: jacket and dress: Just Cavalli + shoes: Jeffrey Campbell + bag: Braccialini

Credits: photo: Sophie Anselmi

AMO links:
http://www.klimtmilano.it
http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/portale/palreale.nsf/index.htm?readForm&settore=MCOI-66DHPH_HP

INFO:
KLIMT
Alle origini di un mito
Palazzo Reale, Milano
Periodo: 12 marzo – 13 luglio 2014

A cura di Alfred Weidinger
In collaborazione per l’Italia: Eva Di Stefano
Una mostra:
Comune di Milano – Cultura
Palazzo Reale
Museo Belvedere di Vienna
24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE
Arthemisia Group
Allestimento: Corrado Anselmi
Sponsor Tecnico: ATM; Trenord; CanaleArte
Con il sostegno di Digitalia ’08; Publitalia ’80; Coop Lombardia
Con il supporto di la Rinascente; Radio Monte Carlo
In partnership con Vogue; Vanity Fair; AD
In collaborazione con Il Sole 24 ORE Domenica Radio 24 Sede