Chic”.
Mi fido di Astrid.
MY #MIART, voi fidatevi di me.

Tutto il mondo in una stanza,
tutta l’arte in una stanza.
Stanze fisiche e metafisiche,
stanze piene di opere, parole, luci e voci.

A Milano, Fieramilanocity gate 5 via Scarampo, tra il 28 e il 30 marzo ha avuto luogo il MIART, fiera d’arte e non solo questo: 148 gallerie (di cui 60 provenienti da 20 Paesi stranieri) suddivise in 5 sezioni (Established, Emergent, THENnow, Object e Conflux) per un totale di circa 4mila opere esposte.

Io ho deciso di vederla, durante il vernissage del giovedì, e di rivederla, durante l’ultimo giorno di apertura, domenica pomeriggio. Per capirla di più, per viverla di più…

l’occhio attento a volte non basta…

Attraversare un corridoio come percorrere strade lontane, prima separate da Oceani poi solo da muri di poco spessore. Attraversare un corridoio e trovarsi a New York, voltarsi verso sinistra e vedere Oslo, fare due passi verso destra e mettere piede a Roma. L’arte è multiculturale, l’arte è del mondo, il mondo è d’arte.

Se con l’Affordable Art Fair, Milano ha dato un assaggio e un’anteprima delle tendenze dell’arte: arte “giovane”, arte nuova, arte, come l’ho definita io, di strada, ispirazione per l’arte matura, ispirazione per nuove tendenze e nuove scoperte. È col MIART che Milano dà la possibilità di vedere i risultati della continua ricerca artistica che dalle salde basi del ‘900, come Depero e Fontana, arriva a presentare i saldi germogli della futura base artistica.

Depero MIART

Re indiscusso della manifestazione, ma dell’arte in genere e del gioco dell’arte in genere è Pistoletto, maestro dell’Arte Povera, maestro di riflessi e specchi d’effetto. Impossibile non resistere ad un amatoriale selfie, impossibile non fermarsi a guardarsi riflessi nello specchio insieme ad altro, insieme ad altri e a scoprirsi altro, e scoprirsi altri.

Pistoletto- Galleria Toselli Milano

Due gallerie che mostrano la tradizione dell’innovazione artistica e che esponendola anche la celebrano sono: Frittelli Arte Contemporanea e Tornabuoni Arte.

In quest’ultima non siamo solo a Firenze, a Forte de Marmi e a Milano ma contemporaneamente siamo anche a Parigi per ammirare, in questa nuova dimensione spazio tempo, Arnaldo Pomodoro che dialoga con Capogrossi davanti a un giallo Fontana.

La prima invece è fiorentina di fondazione e locazione; regala forti emozioni davanti a un potente Vinicio Berti per ricordare la città, il flusso, l’arte-architettura e il tratto che si fa, d’un tratto, architettura-arte. Per ricordare di “guardare in alto”. Due quadri “onomatopeici” anche solo osservandone il segno, aggrediscono l’osservatore anche solo stando in silenzio.

Galleria Tornabuoni arte MIART

Lucio Fontana-Galleria Tornabuoni arte MIART

Vinicio Berti-Frittelli Arte Contemporanea MIART

Ca’ di Fra’, galleria milanese, è attenta al necessario rapporto tra arte-design e tra arte-che è-design. Al Miart infatti tende la mano a Gio Ponti e mostra un lavoro di Grazia Varisco caratterizzato da elementi che ricordano vasi comunicanti e che si rivelano così quadri comunicanti.

Gio Ponti-Ca' Di Fra' MIART

Grazia Varisco-Ca' Di Fra' MIART

Stavo per scrivere che, nell’arte, la passione per il Giappone torna sempre ma in realtà è l’interesse per il Giappone ad essere sempre presente e a non abbandonarci mai. Un’opera tra tutte a dimostrarlo è il lavoro di He Sen alla Prima Marello Gallery (Milano).

He Sen- Primo Marella Galleria MIART

San Gimignano, Bejing, Le Moulin: le tre sedi della Galleria Continua. Al MIART ha portato quasi un universo parallelo, l’onirico nel suo aspetto più naturale e infantile: un bosco fatto di vortici, sono le pareti dalle magiche riflessioni di Loris Cecchini.

Loris Cecchini- Galleria Continua MIART

Loris Cecchini- Galleria Continua MIART

A ricordarci che nell’arte bisogna essere eclettici, altrimenti che artisti siamo? Altrimenti di che arte si parla? È Dario Fo anima della collezione della Die Gallerie. Opere di una vivace eco cubista, danze di gesti e colori accompagnate dal sorriso del Maestro.

Dario Fò-Die Gallerie MIART

Dario Fò-Die Gallerie MIART

Dario Fò-Die Gallerie MIART

È così si passa dal colore e tricolore di Helidon Xhixha per la Main Gallery (Tirana-Los Angeles) al bianco e nero della terra di Jeff Wall per la Galleria Lorcan O’Neill (Roma). Le riflessioni sono molteplici: in specchi fisici che permettono dialoghi con se stessi e che aprono porte sul mondo, come per l’opera della Galleria Sales di Roma, oppure in dialoghi tra opere lontane ma vicine, come il gesto della fotografia di Patrick Fraser e dell’opera musicante di Renato Guttuso. Riflessioni e studi di sé come per AMTproject di Bratislava: l’artista e le percezioni di sé e dei vari sé.

Jeff Wall- Galleria Lorcan O'Neill Roma MIART

Helidon Xhixha- Main Gallery MIART

Studio Sales di Norberto Ruggieri MIART

Patrick Fraser- Renato Guttuso MIART

AMT_project- Bratislava MIART

Dopo tutte queste immagini, dopo tutti questi gesti arrivano le parole, arriva la luce: fuxia è “I keep believing in you” di Tracy Emin per la Galleria Lorcan O’Neill di Roma e il blu della piramide elementare e simbolica di Esastudio e Apartament Gallery.

Tracey Emin- galleria Lorcan O'neill Roma MIART

Esastudio e Apartment gallery MIART

Toni Costa per la Galleria Spazia di Bologna insegna le differenze tra colori ed effetti con opere di carta e pieghe creatrici di movimenti e monumenti.

Ma l’arte continua e cresce ancora, sempre, costantemente…

Toni Costa- Galleria Spazia-Bologna MIART

Siamo nel tempo del digitale, di internet. Siamo nel tempo dei social networks, nel tempo-non-tempo: quello dei vecchi non vecchi e dei giovani non giovani, del lavoro non lavoro e dell’amore non amore.

Con i nativi digitali sono arrivati anche gli hastag e per un attimo mi sono prestata alla fisica realtà non realtà elettronica: #Reverie in carne ed ossa.

Frutta- Roma MIART

Ancora e con ancor più convinzione sostengo la tesi da me espressa alla fine dell’articolo “Art Fair is a Love Affair”( http://www.artmoodon.com/2014/03/art-fair-is-a-love-affair/ ). L’Arte è essere vivente autonomo e indipendente. È consapevole, cosciente, irriverente e affascinante. L’Arte “è donna, donna dal multiforme ingegno”, questa la conclusione del già citato #AMOpost.

Ma qui vorrei aggiungere anche che l’Arte è cosmopolita, è universale. Parla tutte le lingue del mondo senza parlarne nessuna, è comprensibile e ineffabile allo stesso tempo.

Eterna forse? Sicuramente lo sarà finché esisterà anche un solo uomo dotato di memoria.

Questa mia disquisizione sulla figura dell’Arte assomiglia tanto alle riflessioni dei grandi filosofi su Dio, le sue caratteristiche a partire dall’esistenza.

Per cui, l’Arte è Dio?
Non vorrei che mi deste dell’eretica ma sicuramente l’Arte è la mia divinità.

 

#followtheartgirl

Vincenzo Agnetti MIART

 

40 red Planets MIART

Jody Paulsen- Brundyn+ - Cape Town MIART

MIART

Rudolf Polanszky- London- Andreas Huber- Vienna- Sonia Kacem MIART

 

I was wearing: dress: Northland + shoes: Jeffrey Campbell + bag: Braccialini

Credits: photo: Denny Di Girolami

AMOlinks:
http://www.miart.it
http://www.galleriatornabuoni.com
http://www.frittelliarte.it/it/
http://www.primomarellagallery.com
http://www.galleriacontinua.com
http://www.dariofo.it/it/content/miart-2014-le-opere-di-dario-fo-mostra-presso-lo-stand-di-die-galerie-milano
http://www.lorcanoneill.com/site/index.php
http://www.galleriasales.it
http://amtproject.sk