Simbolo di Equilibrium è l’arco, questa è la prima importante lezione di Salvatore Ferragamo.
Luogo di Equilibrium è il Museo Salvatore Ferragamo: sede di moda, arte, bellezza e italianità.
La necessità dell’uomo è avere equilibrio, per stare in piedi, camminare, marciare, correre, danzare, muoversi come un funambolo.

In ogni momento della nostra vita, noi pesiamo sul mondo.
«La natura, il supremo architetto di cui l’uomo ha preso e adattato tante delle sue idee, ha creato il piede umano con questa forma ad arco perché, come qualunque architetto vi potrà spiegare […] l’arco può sostenere più peso di una superficie piana», diceva il maestro Ferragamo.

Questo il tema, la chiave di lettura e di postura della nuova ed elegante mostra fiorentina, ideata e curata da Stefania Ricci e Sergio Risaliti, aperta al pubblico fino al 12 aprile 2015.
Un’esposizione che permette di conoscere e celebrare il legame che strettamente unisce la testa ai piedi, l’arte di camminare e di saper creare scarpe come opere d’arte all’arte pura, alla danza e al circo, alla scienza, al cinema e alla video arte, ai passi celebri di donne e uomini celebri.

I prestiti sono giunti dai più famosi musei del mondo, raccolti per regalare al pubblico la sintesi dell’Equilibrium in ogni forma d’arte e movimento artistico: dall’Ermitage di San Pietroburgo alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Museo dei Fori Imperiali – Mercati di Traiano e il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma e il Museo Archeologico di Firenze, dai Musei Civici di Pavia al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e il Musée d’Orsay, dal Musée des Beaux-Arts di Nantes al Museo della Civiltà Romana di Roma e al Walker Art Center di Minneapolis, solo per citarne alcuni.

La mostra racconta Salvatore Ferragamo e il suo metodo di lavoro, simile a quello dell’artista e dell’architetto medievale e rinascimentale, esperto conoscitore di anatomia e leggi fisiche in relazione a quelle cosmiche e alle armonie musicali.

Salvatore Ferragamo utilizzava il filo a piombo per controllare che il peso del corpo si scaricasse correttamente e mantenere così la persona in asse. Attraverso lo studio dell’à-plomb, concetto fondamentale nella danza, il maestro ricavava la linea mediana che dalla testa scendeva al suolo, la linea verticale perfetta che univa cielo e terra e permetteva all’uomo di trovare il suo equilibrio nel e col mondo.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

La prima sala è dedicata, ai suoi modelli, ai suoi brevetti e ai suoi studi, anche con filmati del passato in dialogo con la storia e col futuro del marchio e dei celebri piedi che ha vestito; sono infatti esposte le forme di legno delle scarpe di clienti famosi: da Audrey Hepburn a Marilyn Monroe, da Sophia Loren a Madonna.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Accompagnata dagli scatti di corpi in movimento di Edward Muybridge, entro nella seconda sala e scopro il passo dell’uomo: dalla prima camminata dei nostri progenitori sulla terra, in Africa, circa 3,6 milioni di anni fa, all’allunaggio del 1969.
«That’s one small step for [a] man, one giant leap for mankind».

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Continuano i salti nel tempo, nel confronto tra opere di epoche diverse ma legate dal filo comune del camminare. E così, la terza sala mostra il Piede di una Nike del foro augusteo accanto all’Étude de pied di Henri Matisse, prestito dell’Ermitage di San Pietroburgo. Prima della celebre Danza, l’artista francese si è concentrato sul piede, sulla forma classica, anatomica e pura, legando così indissolubilmente la natura umana antica al moderno modello in bronzo.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Tra le opere e i passi di Marina Abramović, Roberto Barni, Mario Ceroli, Antony Gromley e Bruce Numan, le tempere di Antonio Canova e i trattati anatomici di Andrea Vesalio, emergono l’Etude pour Saint Jean-Baptiste e L’homme qui marche di Auguste Rodin, in prestito dal Musée Rodin di Parigi.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Prima di arrivare alla quinta sala, quella dei passi celebri dove vengono mostrati su grandi monitor personaggi come Benito Mussolini, Adolf Hitler, Josif Stalin, Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela ed Elisabetta II d’Inghilterra, è l’architettura che mostra il suo concetto di equilibrio attraverso l’opera di Cecil Balmond, ingegnere, architetto, artista e scrittore. «Il piede sembra un arco ed è la parte più complessa del corpo umano. L’arco di un ponte, l’arco romano, per esempio, sono costruzioni straordinarie ma statiche, in quanto sono puramente in compressione. Il piede, invece, ha tre strati di tensione che agiscono in contrasto. Il piede è come una grande orchestra di tensioni e compressioni. Nessun architetto potrebbe fare una struttura così». Forse solo un artista come Salvatore Ferragamo poteva riuscirci, aggiungerei io alle parole di Balmond, ispirate dalla stessa autobiografia del maestro.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

L’uomo è un equilibrista.
L’uomo-equilibrista-funambolo è stato il soggetto prediletto degli artisti delle Avanguardie, dai primi del Novecento fino a oggi, da Paul Klee a Vasilij Kandinskij e Pablo Picasso, da Marino Marini e Giulio Paolini, fino alla dimensione astratta di geometrie sospese nell’aria di Alexander Calder e Fausto Melotti.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

La penombra dell’ottava sala rivela un cinema di moda e modelli. Si passa dal Novecento alla contemporaneità nelle parole degli intervistati, da Wanda Ferragamo, moglie di Salvatore, ai moderni testimoni dell’importanza dell’equilibrio nella vita dell’uomo: Reinhold Messner (alpinista), Philippe Petit (funambolo), Will Self (scrittore), il già citato Cecil Balmond, Eleonora Abbagnato (ballerina).

L’armonia mentale e fisica è l’obbiettivo costante dell’uomo: la mens sana e il sanum corpus che in modi diversi e con occhi diversi l’uomo ha sempre perseguito.
La contemporaneità sta soprattutto nella Video-arte di Bill Viola. L’opera esposta è Inner Passageed è dedicata a Richard Long, padre della Land Art inglese, celebre per i suoi lavori realizzati camminando e che, fin dal Una linea fatta passeggiando (1967), non si è più fermato. Bill Viola racconta così l’arte del viaggio, del cammino e del movimento attraverso lo sguardo di un giovane uomo, che procede lungo una linea retta, arrivando all’obbiettivo e all’occhio dell’osservatore, quasi per donargli – per osmosi -esperienze di vita.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Nietzsche diceva: «Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante», ma la filosofia non ha sempre ragione.
L’ultima sala affronta il tema della danza e lo fa con artistico ordine e dinamica armonia. L’atmosfera è fisicamente tacita ma solo all’apparenza. Così, in punta di piedi, quasi mi trovo a ballare tra la Red Woman Acrobat Hanging from a Rope di George Segal e le Ballerine di Marino Marini e la scultura di Pericle Fazzini, tra la Danzatrice di Degas e il Movimento di danza di Rodin, fino alla forma astratta della Bailarina Española di Joan Mirò.

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

All’inizio o alla fine, all’entrata o all’uscita del Museo Ferragamo, l’Equilibrium torna protagonista. In Piazza Santa Trinita, Cecil Balmond ha esposto, per due settimane dall’apertura della mostra: H-edge, una sua installazione ispirata al tema portante dell’esposizione. «I nostri sogni sono liberi da una forma definita. Noi occupiamo una strana foresta. In particolare, le catene che luccicano come gioielli. Concepite da una logica interiore profonda. H-edge racchiude i concetti del niente e del tutto, infinito e zero, creando un’esperienza olistica potente che risuona con la nostra affinità̀ con lo spazio e la forma».

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

L’andare dei piedi è il nostro affascinante e naturale movimento inconsapevole.

Questa mostra ha spiegato ai miei occhi l’artistica filosofia del camminare, del movimento, del deambulare.
Perché il sangue scorre e arriva al cervello dopo essere passato dal cuore e dalle dita delle nostre estremità, così come la creatività.
Perché nella vita, nella naturalezza dei nostri gesti e dei nostri respiri, tutto è movimento e l’uomo si rivela un acrobata alla ricerca di equilibrio.
L’uomo è nato a piedi nudi e si è evoluto seguendo l’eterno peregrinare della sua specie.
Passo dopo passo, è diventato sapiens, cacciatore, artista primordiale, amatore e scopritore del mondo… Ancor prima della parola, il piede ha vinto e ha conquistato la terra, e poi, senza fermarsi, è arrivato nello spazio fino a toccare la luna. Ma ancora un limite non è stato definito.

All’inizio e alla fine, all’entrata e all’uscita, mi sono chiesta: “Qual è il mio equilibrio?”.
Ricordo il monito classico del “Niente di troppo” e del “Sii sapiente”, ricordo il celebre insegnamento prima di Aristotele poi di Orazio e Ovidio della virtù che sta nel mezzo. Ricordo e condivido.
Ricordo, l’ha detto la parte saggia della Reverie, l’altra, quella della giovane ventenne, lasciatela rischiare…

P.S. ognuno segue i percorsi che vuole, oppure sceglie, non omologandosi, gli stessi percorsi degli altri ma decide di realizzarli in modo diverso.
Io, confesso e volgo questa veritiera immagine in metafora di vita, ho cominciato a visitare la mostra dall’ultima sala.

 

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Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium by the Artgirl

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I was wearing:
dress + earings: Michele Chiocciolini (http://www.michelechiocciolini.it)
shoes: Gaudì

Credits:
Photo: Alessandro Busi (https://www.facebook.com/AlessandroBusiPhotos?fref=ts)

Special thanks:
Museo Salvatore Ferragamo,
Giuseppe Poeta
Michele Chiocciolini

AMOlinks:
http://www.ferragamo.com/museo/it/ita

INFO:
Museo Salvatore Ferragamo Firenze, Palazzo Spini Feroni
19 giugno 2014 – 12 aprile 2015
Organizzata da: Museo Salvatore Ferragamo in collaborazione con Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze Fondazione Ferragamo