«Cosa ti cade dagli occhi?».
Puro colore.

«Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima». (Kandinskij)

La prima e unica domanda è in realtà il titolo del secondo romanzo di Gabriele Picco (Cosa ti cade dagli occhi, Mondadori, 2010), l’artista che fino al 19 dicembre esporrà i suoi “Paintings” nell’head quarter di Patrizia Pepe, in una mostra a cura di Ronaldo Fiesoli.
La prima e unica risposta è, in verità, la prima cosa che ho pensato quando ho vivamente visto l’arte dell’artista e scrittore bresciano.

In un meraviglioso e dialogante rapporto tra arte e moda, la sede del celebre brand fiorentino apre così nuovamente le porte del suo “luogo per l’arte”, facendosi casa per le opere dirompenti del notoartista che lavora ogni volta “come se dovesse scoppiare una bomba”.

Cosa ne pensa del rapporto Arte e Moda?
«Penso che sia fruttuoso per entrambi».

Limen fisico non c’è, confine metafisico neppure.
Superata la soglia, ti abbraccia il colore.
Puro colore.

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

A destra, due grandi “Moka paintings” mi avvolgono. A loro fianco, una coloratissima moka in una trasparentissima teca rivela la matrice e il metodo di realizzazione delle opere: una particolare tecnica di dripping. Gabriele Picco usa infatti delle comuni macchinette per il caffè riempite di pigmenti colorati e poste su semplici fornelli da cucina. Il risultato sono eruzioni cromatiche direttamente sulla bianca tela. Il simbolo sono lacrime che sgorgano pure e che macchiano le bianche superfici del volto dell’opera d’arte.

Così mi avvicino all’opera e direttamente le chiedo: “Cosa ti cade dagli occhi?”.

Questo metodo artistico è stato definito un’“action painting domestica”; io preferisco chiamarla un’action painitng indeterminata, incosciente e inconscia.
Il motivo è semplice: è l’artista che attraverso il suo lavoro la definisce così.
È l’opera d’arte che si impossessa del suo creatore, ancor prima che lui riesca a dar forma a essa. È un processo catartico, attraverso un procedere incerto.

Sono come “improvvisazioni” alla Kandinskij.
Sono colori come echi lontani.
Sono cromie manieriste su tele che si dimostrano, per questo, ancor più moderne.

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Vedo il giallo, vedo la “follia vitale” che Kandinskij riconosceva in questo colore prorompente, di un’irrazionalità cieca.
Vedo il rosso, tono vivace, solare, irrequieto ma non “superficiale” come lo definisce il Maestro.
Vedo l’azzurro che “è il blu che tende ai toni più chiari”, delicato e potente, indifferente e distante come un artistico cielo.
Vedo l’arancione, vedo la sua energia e percepisco la sua mobilità.
Vedo poi il verde, vedo la sua giocosità e percepisco la sua immobilità; è quiete appagata e appagante e io questo sento nel lasciarmi circondare dai colori di Picco.
E dopo il viola, vedo il blu che è colore limite tra drammaticità e profonda quiete. Dipende dai suoi composti; dipende, come per tutti, dal suo essere freddo, caldo, dalla vibrazione che muove nell’animo dell’osservatore.

Solo dopo mi accorgo del bianco della tela bianca. È non colore e, allo stesso tempo, è somma di tutti i colori. È “un muro di silenzio assoluto”. È pausa, è silenzio di nascita, lontano dal nero e dal suo essere “silenzio di morte”.

Io che mi riprometto sempre che quello che sto per bere sarà l’ultimo caffè, credo di aver trovato l’unica dipendenza da caffeina-artistica a cui ho sempre inconsciamente abituato il mio corpo, assuefacendolo.

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

«I Moka paintings nascono dalla mia cucina dove faccio il caffè con la moka. L’arte per me parla sempre di cose reali, e qualsiasi cosa che mi capita può trasformarsi in un lavoro. Il capolavoro ideale e utopico sarebbe quello di trasformare tutto in arte».

Lasciando le grandi tele, ma rimanendo protetta da abbracci cromatici, mi rivolgo alla serie di quadri e quadretti di varie misure che costantemente riportano e ripetono la medesima scritta: “U.Q.”.
Sono gli “Zeno Cosini paintings”, nati dall’ispirazione letteraria e legati a un’ideale protagonista immaginario: un pittore che vuole smettere di dipingere, anziché di fumare, e che realizza ultimi quadri esorcizzando questo suo artistico tentativo.

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Ma esiste ed eventualmente qual è il suo doppio artistico? Forse una sua opera particolare o un suo specifico soggetto?
«Il mio doppio artistico non credo che esista. Anche quando scrivo, sono sempre io. 
Esistono le cose che mi accadono e il mondo che esiste. Non esistono concetti chiave per me. Gli “Zeno Cosini paintings” nascono da una riflessione sul fare pittura oggi, su che cosa significa dipingere. Ho provato a pensare a come dipingerei se dovessi dipingere l’ultimo quadro, così come il personaggio della “Coscienza di Zeno” voleva fumare l’ultima sigaretta. Un quadro che si perpetua all’infinito».

Alzo la testa e intravedo abiti da intriganti colori accesi, frutto di nuove idee e collezioni vivaci come giovani opere d’arte.
Incappo, inciampo in tracce d’artista.

Impronte che in realtà sono scarpe, scarpe che messe in serie e in catena sono in realtà opere d’arte. Sono sculture fatte di scarpe tagliate e incollate. Sono “Tiziano”, sono “Raffello Sanzio”. Sono opere conosciute in tutto il mondo. Sono passi celebri, sono allunaggi d’artista.

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

«La scultura nasce dal desiderio di creare una scarpa ideale. Così come Raffaello dipingeva la bellezza ideale fondendo la bellezza di più donne reali, così io ho incollato più scarpe che mi piacevano e che trovavo emblematiche. Da lì mi sono divertito a omaggiare I grandi maestri della storia dell’arte, unendo cultura popolare e storia dell’arte».

L’arte è racconto di vita e di vite, di dipendenze, di sofferenze, di viaggi consci e inconsci.
L’arte è psicologia.
L’arte è colore.
Il colore è psicologia nell’arte, nella vita, nei viaggi.
Così ogni esperienza artistica è tappa, punto e principio che anticipa la successiva.

Dalla mostra “Mezza giornata gigante sospesa” in cui aveva esposto “quadri fatti con lo sporco raccolto in casa con l’aspirapolvere – polvere, ma anche vari detriti e piccoli oggetti – e con le pagliette saponate della Brillo, delle bucce di banana in bronzo e la scultura di un clown che sogghigna in una bara in marmo di Carrara” cosa è cambiato e cosa l’ha portata a realizzare la sua serie di “Paintings”?
«Non è cambiato molto dall’ultima mostra. Esploro sempre nuove soluzioni e possibilità, ma continuo a usare polvere e pagliette, così come altri materiali. A Parigi l’anno prossimo esporrò una serie di monocromi che al centro hanno una gomma da cancellare».

L’arte è…
«La miglior definizione di Arte l’ha data un po’ di anni fa Dino Formaggio: “È arte tutto ciò che gli addetti ai lavori di un periodo storico hanno definito arte”».

«Pensai: “Giacché mi fa male non fumerò mai più, ma prima voglio farlo per l’ultima volta”». (Italo Svevo, La Coscienza di Zeno)

Pensai: giacché mi fa bene, non abbandonerò l’arte mai più, ma prima voglio ingannarla un’ultima volta.

 

#PatriziaPepepresentsGabrielePico #followtheartgirl

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

Artgirl at Patrizia Pepe, Paintings di Gabriele Picco

I was wearing: total look: Patrizia Pepe + shoes: Jeffrey Campbell

Credits:
photo: Gianluca Ceppellini, http://www.gianlucacappellini.it
Special thank to Arianna Fiesoli

Arianna Fiesoli & I, Artgirl at Patrizia Pepe

AMOlinks:
http://www.patriziapepe.com/it/it
http://inside.patriziapepe.com/it/2014/la-sede-patrizia-pepe-un-luogo-per-larte-2/

INFO
Patrizia Pepe presents PAINTINGS di Gabriele Picco
A cura di Ronaldo Fiesoli
3 Ottobre – 19 Dicembre 2014
Orario d’apertura: lunedì/venerdì 9.30/12.30 – 14.00/18.00 solo su appuntamento
Via Gobetti 7/9 Capalle