CHI SONO?
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
follia. …”

L’avevo già rivelato nel mio About: rinascimentale di nascita, futurista di adozione. Chi sono?” è una domanda che ci siamo posti tutti, come molte volte me lo sono chiesta anch’io. E “Chi sono?” di Aldo Palazzeschi è anche una delle mie poesie preferite.

Oggi, 31 dicembre 2014, insieme alla fine dell’anno, io festeggio il primo anno di vita di Art Mood On. Oltre ai ringraziamenti che pubblicamente e privatamente ho rivolto col cuore a tutti coloro che mi hanno supportato, aiutato, seguito, apprezzato, criticato… Volevo che rimanesse anche sul blog una traccia di questo evento, a me molto caro. E, a voi lo confesso, per me anche molto emozionante!
Ho scelto così di pubblicare l’ultima intervista che mi è stata fatta da Alessandra Nespeca e la redazione di reportnet.it. Ho deciso che fossero queste sei risposte a concludere il magico anno di Art Mood On e mio. Ho risposto alle sue domande raccontando e raccontandomi, realizzando così un quadro ben chiaro su “chi sono”, cosa faccio e sulla mia giovane vita immersa tra arte e moda. Ho pensato di accompagnare queste ultime righe del 2014 con una serie di immagini inedite e mai pubblicate che mi ritraessero al naturale, alla luce del sole, malgrado il freddo di un venerdì milanese passato insieme a Barbara, amica fotografa.

Così, prima di lasciarvi alla lettura dell’intervista, vi rivolgo i miei più affettuosi auguri per il nuovo anno che (spero) passeremo insieme!
Vostra Reve

(from: reportnet.it )
Ha solo 20 anni, ma le idee chiare: parlare di arte e moda nel suo blog, Art Mood On. Stiamo parlando di Eloisa Reverie Vezzosi, toscana trapiantata a Milano da circa un anno. Conosciamola meglio.

Quando e come è nata la tua passione per l’arte?
La prima frase che ho pronunciato è stata “L’arte è bella” e non ho mai smesso di pensarlo. Vengo da una famiglia che ha scelto il mondo dell’arte come universo di vita e come devoto ambito di ricerca a cui, a sua volta, dedicare la propria vita. Quando ero piccola dicevo che Leonardo Da Vinci era il mio fratello maggiore e lo chiamavo amichevolmente Leo (nomignolo che gli do ancora oggi!).

E quella per la moda?
Se l’arte mi scorre nelle vene, la moda è la mia vera inclinazione. Ricordo ancora quando da bambina realizzavo abiti con materiali particolari come la carta e i sacchi neri della spazzatura. Ritagliavo i miei modelli, pinzavo con la spillatrice anziché cucire e poi portavo tutto il mio lavoro nella piazza del mio paesino, Vinci, e organizzavo il mio mercatino. Vendevo anche conchiglie e accessori fatti da me. Per quanto mi ricordi, nessuno comprava, ma io ero felice di mettere in mostra il mio lavoro… Sono poi stata sempre un tipetto particolare ed esuberante… Sin da piccolissima sceglievo personalmente i miei look e guai a chi osava contraddirmi! Di ritorno da un viaggio di lavoro in Giappone, i miei genitori mi portarono un kimono e i classici calzini giapponesi con le dita. Io allora un giorno scelsi di andare a Firenze vestita con i capi che mi erano stati regalati. Ricordo che attirai ancor più del solito l’attenzione di tutti! Ancora oggi, a Milano, quando vado a fare la spesa o mi muovo in città, mi sento particolarmente osservata. C’è chi commenta con un “Non siamo mica a Carnevale”, ma non mi importa! Io amo i miei rossetti colorati, il mio stile “artistico”, il mio essere diversa.

Chi è l’Italian Artgirl?
L’Artgirl è una ragazza di vent’anni che vive le sue 24 ore giornaliere di vita con la speranza che il tempo sia dilatato e che le vengano regalate almeno 48 ore quotidiane per fare il doppio di quello che fa e seguire tutte quelle passioni che il “poco” tempo non le permette di sviluppare! Anche nel mio essere blogger, confesso, non sono tanto conformista. Oltre al lavoro che è possibile vedere visitando il mio blog (ovvero di scrittura, cura del sito, delle pagine facebook, delle immagini, etc…), mi occupo di ogni singolo aspetto del mio lavoro, dai contatti con gli uffici stampa a quelli con le gallerie e i musei, e faccio tutto con determinazione e autonomia. Oltre a questo, vado all’Università (frequento Beni Culturali alla Cattolica di Milano) e seguo dei corsi allo IED, workshop che ritengo interessanti (come quello di personal shopper l’anno scorso). Inoltre scrivo come giornalista freelance e collaboro con testate come «I-D Magazine», seguo per alcune agenzie le loro pagine Facebook e svolgo vari lavori di segreteria.

Quali sono gli articoli di Art Mood On ai quali sei, per così dire, più affezionata?
Nutro, nei confronti dei miei scritti, un particolare legame e attaccamento. Ogni volta che esco con un articolo, dico di averlo “partorito” e non semplicemente pubblicato. Il momento della scrittura è “solo” uno degli ultimi rispetto a un lungo lavoro di ricerca, documentazione e informazione. Scrivo quello che so e se non conosco studio e apprendo. Ogni frase scritta è un mio pensiero, una mia riflessione, è parte di me. Sono però la prima a mettere in discussione i miei lavori. Solitamente, di un intero articolo, amo una o massimo due frasi e qualche “invenzione” nella stesura del post; niente di più. Li apprezzo però quando questi “si fanno più grandi” e quando li rileggo dopo un po’ di tempo. E ne rimango folgorata ed entusiasta! Oggi, a un anno dall’apertura di Art Mood On, verrebbe naturale pensare che l’articolo a cui sono più legata sia il primo riguardante la mostra “Territori Instabili” alla Strozzina di Firenze. Resto ammaliata da quel mio primo lavoro e riconoscente a me stessa e alla mia prima “fatica artistica”. L’articolo di cui sono invece follemente e perdutamente innamorata e legata è prossimo all’uscita e riguarda la mia partecipazione alla performance di Vanessa Beecroft per i due giorni di inaugurazione della nuova mostra “Bellissima” al MAXXI di Roma. Dopo essere stato accettato dalla stessa artista, questo sarà il primo post a essere online al termine delle vacanze di Natale e Befana. In questo mio lavoro, ho raccontato tutto quello che il mio animo ha voluto sviscerare e rivelare dei due giorni più belli, intensi e faticosi della mia vita. Ho affermato la mia nuda verità della “VB74” e mi sono messa a nudo anch’io.

Il blog contiene molte tue foto, in cui dimostri di avere un look curatissimo. Vuoi ringraziare qualcuno per il “trucco e parrucco” e per i tuoi splendidi vestiti?
Come già accennato, mi occupo io di ogni aspetto del blog e questo comporta anche la scelta dei look, degli abiti e la cura di trucco e capelli. Realizzo personalmente i miei make up e non scelgo solo che scarpe abbinare, ma anche che tipo di pettinatura avere! Dietro Art Mood On ci sono io e nessun altro. Per quanto riguarda la selezione dei capi, a volte si tratta di miei vestiti, altre invece decido di contattare quelli che ritengo particolari e interessanti brand a cui proporre artistici progetti.

Blogger: una passione o un lavoro?
La mia passione è la scrittura. Il blog è il mio biglietto da visita. Ho deciso di aprire Art Mood On con l’intenzione di mostrare agli altri chi fosse Reverie e che cosa avesse da dire (e anche come!). Ho scelto di esprimere costantemente questo legame tra arte e moda che indissolubilmente mi appartengono e che sono i due vestiti che mai mi stancherò di portare.
Art Mood On è il mio mondo creativo, il mio bisogno primario e la mia ossessione. Tutto quello che scelgo di fare, decido di portarlo avanti perché consapevole di poterlo fare al meglio delle mie forze. Mantenermi attiva su tutti questi fronti non è solo stimolante, ma per me è vitale, quindi continuerò a farlo e continuerò a coltivare tutti i miei impegni.

Quale dovrebbe essere l’ultima domanda di questa intervista?
Chiedimi se sono felice…

#HAPPYBDAYARTMOODON #followtheartgirl

Eloisa Reverie Vezzosi, ll'italian Artgirl

Eloisa Reverie Vezzosi, l'italian Artgirl

Eloisa Reverie Vezzosi, l'italian Artgirl

I was wearing: vintage jacket + jeans and shirt: Zara + shoes: All Star

Credits:
photo: Barbara Conte http://instagram.com/lovefashionstyle

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