«Ho smarrito il senso del reale
nel grembo di mia madre
e non c’è stato verso di tornare indietro».

Figlio d’arte e dell’arte, si definisce amante, fratello, padre della Fotografia.
Sto parlando di Giovanni Gastel, poeta dello scatto, fotografo autodidatta e col cinema di Luchino Visconti che scorre nelle sue vene.

«Così ho traversato il mio tempo
come leggessi
un improbabile romanzo.
Non è un fatto accidentale.
Ma ho inventato ricordi
e sono sopravvissuto».

All’età di dodici anni, Gastel manifesta la sua vocazione artistica, entrando a far parte di compagnie di teatro sperimentale. Parallelamente, coltiva la passione per la poesia e a sedici anni pubblica la sua raccolta di versi dal titolo “Casbah”.

Ma negli anni Settanta, incontra la Fotografia.
Per passione, la segue iniziando un lungo periodo di apprendistato che da cerimonie di matrimoni e semplici still life lo porta a Christie’s, a Vogue Italia, all’Oscar della fotografia nel 2002 e oltre. Perché tutto il resto è storia.

Dalla prima mostra personale del 1997 alla Triennale di Milano, sono state molteplici le sue esposizioni. La Fotografia ha indossato per lui una maschera nel 2009, è stata rossa con “ROSSO RED ROJO” nel 2012, si è prestata a un “Doppio gioco” d’artista nel 2014 e ha viaggiato con lui alla scoperta del mondo in “On the road” nel 2015. L’ultima ma non ultima si è svolta alla Fabbrica del Vapore dal 6 al 22 febbraio, “Le cento facce della musica italiana”, per festeggiare «Rolling Stone Italia»: 7 note in 100 voti, anche questa è poesia.

AMALIA VAIRELLI, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

Presidente onorario dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, il suo obbiettivo ha immortalato assolutamente tutti: da Michael Stepe dei REM a Vasco Rossi, da Eva Riccobono a Roberto Bolle, da Naomi Campbell a Monica Bellucci, da Vanessa Beecroft a Ettore Sottsass.

Afferma che solo il nulla gli sia rimasto da fotografare.
Ritiene che ogni suo scatto sia in realtà un autoscatto, specchio della sua poetica.
Crede nell’eleganza, sostiene di dover tutto alla moda, e si appresta a festeggiare i suoi 40 anni di carriera con una monumentale retrospettiva.

Se per un attimo potessimo vivere e guardare con gli occhi di Giovanni Gastel cosa proveremmo?

VANITY FAIR ITALIA, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

D: Autoritratto: come ama definirsi il grande Maestro Gastel?
R: Un artigiano sognatore.

D: Dato il tuo rapporto di vita con l’arte della fotografia, che per te si è rivelata piuttosto come “persona” che come forma d’espressione, non ti chiederò cosa  sia per te la fotografia, ma chi è per te la Fotografia?
R: La fotografia è mia madre, mia sorella, la mia amante, mia figlia.

D: Chi è il tuo artista preferito? (artista in senso ampio: musicista, regista, attore, fotografo, cantante, pittore, designer…)
R: Forse il regista Ingmar Bergman.

D: Qual è il tuo rapporto col Cinema e l’immagine in movimento?
R: Amo il cinema ma sono un fotografo puro. Creo e amo solo immagini bidimensionali statiche. Qualunque mezzo le produca.

D: Tu hai ritratto tutti, assolutamente tutti. Recentemente, nel descrivere l’uomo moderno, mi hai rivelato che non vivresti mai in un altro tempo che non fosse il nostro e che questo è ciò che dovrebbe fare l’uomo di oggi. Ma se tu avessi potuto vivere un’altra vita, chi avresti voluto essere?
R: Certamente Gesù Cristo.

D: E invece, al contrario, cosa si proverebbe a essere Giovanni Gastel?
R: Insicurezza, gioia, voglia di ricreare un mondo parallelo di cui dettare (e quindi capire) le regole.

D: Vestire i panni degli altri: la moda può insegnare a farlo. Cosa pensi del mondo della moda e della sua relazione con l’arte e la fotografia?
R: La moda è, di per sé, ri-creazione e ri-generazione del mondo ad ogni stagione e quindi mi chiede e mi dà i mezzi per inventare la mia “versione” artistica del reale. Alla moda devo tutto.

ZOFIA BORUHKA,  ELLI ITALIA, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

D: Sei partito dallo still life. In che cosa, secondo te, questo genere di fotografia è moderno e vincente? O come dovrebbe evolversi per seguire le rivoluzioni che si stanno compiendo?
R: La fotografia di stil ife è quella in cui sei più solo e quindi più intimamente autore. La moda indossata è più gestione del team, più regia. Il segreto è far vivere, muovere anche l’inanimato.

D: Ho detto che hai fotografato “tutti”, ma forse c’è ancora qualcuno che vorresti ritrarre?
R: Vorrei ritrarre il nulla ma che fosse evidente che si tratta di una foto di Gastel.

D: Qual è il tuo motto, la citazione o la frase di una tua poesia che ti rispecchia e che costantemente ti ripeti?
R: “L’eleganza, qualità prettamente animale tra le poche che l’uomo può donare alle cose”. (Vittorio Sereni, Metropoli).

D: Cosa significa per te “selfie” e il Maestro Gatel se n’è mai fatto uno?
R: Ogni mia espressione creativa è in realtà un selfie.

CAROLINA SANCHEZ, GLAMOUR, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

D: Per te, l’uomo è ciò che… ?
R: L’uomo è sempre ciò che vuole e può essere.

D: Hai mai provato la “sindrome di Stendhal”? E se sì, davanti a cosa?
R: No. Io sono sempre in attesa dell’opera futura. Mia e degli altri.

D: Ho letto che i tuoi riferimenti sono la Pop Art, l’opera fotografica di Irving Penn e l’arte rinascimentale. Dove nasce il tuo gusto estetico e il tuo stile?
R: Nasce dall’unione di cultura classica e movimenti innovativi. Diciamo dallo choc continuo che i contrasti forti operano in me.

D: Dopo “Gastel on the road” e la mostra per celebrare «Rolling Stone Italia», quali sono i prossimi progetti? Cosa si aspetta dal prossimo futuro l’“autodidatta” della fotografia che è diventato un grande maestro e che è stato celebrato anche con l’Oscar?
R: La mia autobiografia “Un eterno istante” in uscita il 15 settembre 2015 per Mondadori e poi la grande mostra “40 anni di Gastel” curata da Germano Celant col l’allestimento di Piero Lissoni nel 2016 a Palazzo Reale a Milano.

 LYNNE KOSTNER, VOGUE SPAGNA, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

SHALOM HARLOW, dipinta a mano GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

AIME'E RUBY ELLE ITALIA, GIOVANNI GASTEL, Eloisa Reverie Vezzosi

#GiovanniGastel #followtheartgirl 

Credits:
Photo courtesy: Giovanni Gastel

AMOlink:
http://www.giovannigastel.it