Una volta messo bene in chiaro che alla musica ci pensa Elita, è giunto il momento di concentrarsi a pieno sulla Design Week e su una delle sedi simbolo del Fuorisalone milanese, Via Tortona.

Chi vive a Milano, lo sa: durante la settimana dal 14 al 19 aprile c’è un numero di eventi e manifestazioni artistiche ancor più elevato dei 4 giorni di Fashion Week.
Cominciata con interessanti anticipazioni nel weekend precedente al lunedì 13 delle press preview, Cory Arcangel ha presentato dopo la GaMec i suoi famosi pool noodles anche alla Lisson Gallery; mentre la Pomo gallerie ha inaugurato The Shit Show, a cura di Luca Cipelletti, in collaborazione con il Museo Della Merda di Castelbosco (vicino Piacenza), forse con la speranza di un evento beneaugurante tra la settimana dell’arte e quella del design? Mendini, col suo rossetto-scultura, ha deciso di realizzare “un omaggio a una parte della donna in cui si concentra la bellezza”; Piazza Affari ha nuovamente illuminato il suo dito medio e festeggiato a suon di luci con Seletti e Toilet Paper; Bulgari, Cos, Missoni, Marni, Emilio Pucci, Zara, Roy Rogers, Antonio Marras e molte altremaisons hanno deciso anche loro di partecipare con eventi e collezioni speciali a tema arte e design, una tra tutte quella di Bethan Laura Wood per Tory Burch. Se Brera può essere definita la zona più magica e romantica della Settimana del design, Santa Marta la via più elegante, e lo Spazio Rossana Orlandi la vera fucina di idee del Salone, impossibile non citare Palazzo Litta e la mostra organizzata da DAMn°magazineche, con “Materials. A Matter of Perception”, presenta i più importanti designer al mondo, da Ettore Sottsass a Elio Fiorucci.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Io ho scelto di fermarmi in Via Tortona e festeggiare il Superstudio e i suoi 15 anni.
Nei suoi 10 mila mq in Via Tortona 27, ospita un’immensa esposizione di design tra presente e futuro sostenibile sotto il nome di SUPERDESIGN SHOW, il nuovo format che ha preso il posto del “Temporary Museum for New Design”, incorporandolo.

Sul progetto di Gisella Borioli e sotto la direzione artistica di Carolina Nisivoccia è stato ideato questo grande contenitore creativo con l’intenzione di esortare ad aprire la mente. “OPEN YOUR MIND!”: un tema, il giusto invito.

Art-Design, oppure Arte o Design?
Dopo una parentesi tra i “Totem” di Flavio Lucchini presso “Imagination”, la mostra alla MyOwnGallery, al grido di “meno fiera più museo” comincio il mio personale percorso.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Ad anticipare di poco l’entrata sono le Intersections di Izabela BoƗoz, forme geometriche e modulabili che possono essere tra loro combinate nei più svariati modi possibili: “La mia ispirazione nasce dalla città – afferma la designer –; non esiste un volume definitivo, le varie figure cercano in realtà di costruire insieme un loro volume”.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Risplendono anche per la luce da loro stesse generata: sono le sculture-candelabri di Beau&Bien ispirate alla maestosità della Reggia di Versailles e realizzate seguendo “l’eleganza di un minuetto”.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Per un momento mi ritrovo tra i luminosi tessuti di Lisa Corti immersa nella sua “innata passione per il colore”, una sorta di casa di bambola fatta di stoffe a disegni floreali e pattern geometrici. 

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Il “Temporary Museum”, oserei dire la più importante delle quattro sezioni, è dominata dal mondo orientale: Marcel Wanders, dalla Corea del Sud, per LG Hausys; l’Asahi Glass Company dal Giappone lavora con Norihisa Kawashima e Keika Sato, creando un imponente labirinto di vetro; Hyundai dalla Corea del Sud sceglie di collaborare con lo scultore statunitense Reuben Margolin; e la giapponese Aisin crea un’installazione filosofica firmata Ryota Kuwakubo con Setsu e Shinobu Ito.

Entro poi in una sala dall’anima totalmente orientale. E così nuovamente mi chiedo se mi trovi ancora in Italia o meno. La pausa è obbligatoria e mi siedo nello spazio di Roling China tra i pezzi della loro Wu Tong Collection. E all’improvviso mi accorgo che i propietari cominciano a fotografarmi: mi ritrovo a essere l’unico pezzo d’arredo occidentale nell’universo orientale trapiantato a Milano.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Il design è anche praticità.
Hyundai Card porta nella sua veste di Design Exhibition uno studio sull’evoluzione del denaro, con l’esposizione interattiva “Money Show”. All’ingresso viene consegnata una card e, attraverso una serie di macchine-codificatrici, è possibile – appoggiando semplicemente la carta, ricevere le informazioni sull’oggetto esposto sotto forma di scontrino. È possibile così conoscere tutto, dal materiale a qualsiasi tipo di dettaglio. Inoltre la compagnia supporta l’arte attraverso una partnership col MoMA di New York e promuovendo oltreoceano gli artisti indipendenti coreani.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Ho attraversato così il Superstudio Più è le sue varie sezioni: Temporary Museum; TheGalleries, in cui è anche esposta una videoinstallazione di Pietro Travaglini e Giovanni Gastel basata sul crossing di linguaggi tra fotografia, video e design; The World Is Here, Selected Objects; K.I.D.S.; Materials Village; Supertextiles; Outsider-Insider.

Tra gli “oggetti selezionati” c’è OSOUND di Digital Habit in collaborazione con Pijama: un sistema audio che funziona attraverso una connessione wireless con qualsiasi dispositivo dotato di Bluethooth e che si attiva seguendo semplicemente gli input gestuali che riceve dall’esterno: per cambiare canzone basta spostare la mano da sinistra a destra (o viceversa per tornare indietro). E il “Table T” della collezione TABLES&LIGHTS’ di DesignedBy, un progetto totalmente sostenibile e customizzabile a seconda delle esigenze e del gusto del cliente.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Perché Il design è anche attenzione all’ambiente.
Come dimostra anche n.o.v.a., l’acronimo per “nuovi organismi di vita abitativa. Sul tetto del Superstudio, a fianco del simbolo del “Terzo Paradiso” di Pistoletto, è stata realizzata una risaia con 12 diversi tipi di semi e presentata un nuovo tipo di architettura eticamente e tecnicamente sostenibile, che si basa proprio sull’alimento più consumato e importante al mondo col quale è possibile creare anche piatti, vasi e utensili biodegradabili.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

E il design è anche necessità di movimento al di là delle disabilità.
AISIN immagina il “futuro possibile”.
Dopo l’istallazione di Ryota Kuwakubo, che tra giochi di ombre mostra come le macchine da lavoro possano essere oggetti esteticamente bellissimi oltre che funzionali all’atto pratico, vengono presentati due prototipi:ILY-I, un nuovo strumento per le persone con difficoltà motoria e disabilità, e ILY-A, un nuovo mezzo di trasporto personale trasformabile in 4 diversi modi e con 4 diverse funzioni, tra cui quella di carrello e monopattino elettrico.
Sono prototipi, ma giustamente non ci si poteva fermare alla “semplice” bicicletta.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Dopo essere uscita dai solari festeggiamenti per il Superstudio Più, decido di osservare l’“occhio”francese. Distribuito lungo la stessa Via Tortona ma con l’entrata in Via Bergognone, il France Design porta a Milano i suoi “talents”. Ho potuto toccare con mano gli 80 prototipi presenti in mostra, da nuove luci a noti droni. Ho potuto festeggiare un altro anniversario importante, quello dell’iconica sedia di Tolix. Mi sono trovata così “face à face” con la nascita di un essenziale oggetto di vita, oltre che di gusto e con i procedimenti che l’hanno fatto nascere e diventare icona: genesi, alterazione, paradigma, percezione, unicità, zeitgeist, impatto, valore.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Il design è sensazione.
L’ultima tappa del mio viaggio in Via Tortona è stato il numero 32.
A journey of the senses” era il progetto che LEXUS presentava per coinvolgere gli spettatori in un viaggio sensoriale a portata non solo di mano, ma anche di occhio, orecchio, bocca, naso.
A journey of the senses” era anche il tema scelto per la terza edizione del Design Award.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, Via Tortona

Perché il design è anche premiare la giovane creatività.
ÈSENSE-WEAR”, degli italiani Emanuela Corti e Ivan Paratiil Vincitore del Grand Prix. I designer hanno ideato una collezione di capi e accessori progettata per affinare la consapevolezza dei sensi: alcuni attenuano le sensazioni fisiche, altri le amplificano, consentendo di essere immediatamente coinvolti in una nuova prospettiva, anche emotiva.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio

Il design è anche pratica utilità.
Il design è anche umano?
Per quanto riguarda il problema di variare le tematiche, non è nella mia testa: ho sempre la sensazione di produrre omogeneamente dei personaggi — di varia natura, funzione, materiale e consistenza — e di metterli su una scena; sono come gli attori di una tragicommedia”, afferma Mendini.

Se gli oggetti di design sono come gli attori di una tragicommedia, allora noi uomini siamo forse pronti alla statica esposizione?
Per il momento restiamo soggetti mobili.

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio

Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio

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Design Week, Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio

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#DesignWeek2015 #followtheartgirl

Credits:
Special thanks to Vivetta
Photo: Viviana Bonafede

AMOlink:
fuorisalone.it