arte

TITOLO CANCELLATO

20 luglio 2016
Eloisa Reverie Vezzosi, Emilio Isgrò, Gallerie d'Italia, Milano

Ho cancellato almeno tredici volte l’inizio di questo testo, forse un omaggio inconscio all’artista con cui ho scelto questa volta di dialogare o forse, e più semplicemente, un segno di reverenza, timore, riconoscenza… Vedete? Con Emilio Isgrò non mi riesce trovare le parole giuste.

Eloisa Reverie Vezzosi, Jan Fabre, Forte di Belvedere, Firenze

«Che avverrebbe se io dormissi ancora un poco e dimenticassi ogni pazzia?». Se il confine su cui Kafka si muove nel suo racconto più celebre delimita realtà da un lato e immaginazione dall’altro, Jan Fabre con le sue Metamorfosi si spinge alla ricerca di Utopia insieme a guide di spirito, intelletto e simbologia. Reverie si muove nel “campo di battaglia cavalleresco” del Forte di Belvedere per seguire le tracce dell’appropriazione d’artista dei quattro elementi.

"PRIVATE TDF", Thomas De Falco, Masseria Torre Coccaro, Eloisa Reverie Vezzosi

Cosa vuol dire “privato”?
Si potrebbe rispondere con “non pubblico”. Come se l’uso dei contrari fosse sufficiente a dare definizioni…
E soprattutto chi è il soggetto “privato”?

“PRIVATE TDF” di Thomas De Falco è stata la performance in due momenti curata da Laura Cherubini e andata in scena a Brindisi il 23 e 24 aprile. Dopo aver visto “SOLO” e vissuto sulla sua pelle “WAITING”, Reverie ce la racconta in presa diretta e ci rivela che prendere-forma è processo catartico.

Eloisa Reverie Vezzosi, Superstudio, PAC Milano

Reverie vi porta al PAC di Milano in occasione dell’esposizione “Super Superstudio” per indagare gli enigmi e le premonizioni del collettivo radicale che ha rivoluzionato l’arte e l’architettura e per scoprire un nuovo asse che collega Firenze alla capitale lombarda, gli anni Sessanta al secondo millennio. «Sul fatto che il mondo sia tondo e che rotoli pare che non ci sia più da discutere. Da discutere c’è ancora sul come viverci sopra» (“Design d’invenzione e Design d’evasione”, “Domus”, 1969).

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“RED” è la performance di Thomas De Falco, curata da Laura Cherubini, che venerdì 13 novembre ha occupato il Museo Marino Marini di Firenze. Olivier Langhendries, Jemberu Perucchini, Sabrina Querci ed io siamo stati i quattro performer coinvolti nell’installazione tessile. Ho deciso di raccontarvi il filo rosso dell’arte del tessitore di arazzo contemporaneo e che cosa significhi aver preso parte a “RED”. Un articolo autobiografico in dialogo con Penone: per due ore mi sono ritrovata a occhi chiusi nelle mani di Thomas De Falco, ecco la mia storia.

Alessandro Mendini, Eloisa Reverie Vezzosi

“Mi definisco una persona interessata alle immagini”, afferma – all’inizio della nostra intervista – il maestro del design italiano che ha rivoluzionato l’arte mondiale. Alessandro Mendini si racconta insieme alle sue utopie; ripercorre il suo passato tra Architettura Radicale, lo studio Alchimia e l’amicizia con Sottsass; ci svela il suo sentirsi un “handicappato contemporaneo”, un uomo che viaggia ma che non è un viaggiatore; parla del ruolo di Milano non più capitale del design, e ci racconta la sua città ideale, la sua passione segreta per il colore bianco; ci spiega cosa c’è in fondo in fondo alla parola arte: la bellezza che è la ragione ultima del suo lavoro; svela come le sue idee e le sue parole diventano progetti e… “Ma quante cose ti sto raccontando?”

Eloisa Reverie Vezzosi, MA*GA, Missoni

“Missoni, l’arte, il colore” è la nuova esposizione che il Museo MA*GA di Gallarate ha dedicato a tutte le creazioni, invenzioni e cambiamenti firmati Missoni. Si tratta di una retrospettiva che mostra il connubio perfetto che Ottavio e Rosita hanno saputo tessere tra l’arte e la moda.
«Il colore? Cosa dire? A me piace paragonare il colore alla musica, sette note ma infinite melodie sono state composte con quelle sette note» (Ottavio Missoni).

Fondazione Vedova, Eloisa Reverie Vezzosi

«Le mie opere non sono creazioni, ma terremoti. Non sono pitture, ma soffi».
Alexander Calder incontra Emilio Vedova: il mio nuovo articolo sulla doppia mostra della Fondazione Vedova è online.
Ho visto per la prima volta l’arte di Vedova quando avevo tre anni, ed è stato illuminante. Oggi vi racconto del “contenitore in movimento” di Renzo Piano che ospita le sue “Americhe”, dell’ideale legame con Calder e delle opere d’arte che scelgono di mostrarsi allo spettatore (e non viceversa).

FUORI QUADRO

19 luglio 2015
Fuori Quadre, Rai 3, Eloisa Reverie Vezzosi, artblogger

Di essere “Fuori quadro” mi è capitato una volta sola. Per la precisione, è successo domenica 19 luglio alle 13:25 su Rai 3.
Ecco l’articolo per raccontarvi il sesto episodio del programma ideato e condotto da Achille Bonito Oliva, in cui “gli ospiti sono stati Tracey Emin e Vanessa Beecroft, e per la sezione ‘Arti e Mestieri’ Eloisa Reverie Vezzosi”. Si tratta di un post per condividere con voi la puntata, le foto backstage, pensieri e impressioni di questa importante esperienza.